Vulcano Laziale, che spettacolo! – terra, vino e camelie

Presso la Cantina Sperimentale, domenica 19 maro, dottori ed esperti hanno raccontato la bellezza del territorio del Vulcano Laziale, tra le terre più fertili d’Italia

Velletri (Rm) – Dalle eruzioni vulcaniche alla terra, al vino, alle camelie: un viaggio millenario con protagonista il Vulcano Laziale. Questo il racconto che, nell’ultimo giorno della Festa delle Camelie, un team di esperti, sotto patrocinio della CREA, tra geologi, agronomi e botanici, ha voluto raccontare nella splendida cornice della Cantina Sperimentale.

Al tavolo degli oratori erano presenti anche il Sindaco Orlando Pocci ed il Consigliere Comunale Mauro Leoni i quali, dopo brevi interventi d’apertura, hanno lasciato la parola alla dottoressa Emanuela Angelone. Geologa, nonché direttrice del Parco dei Castelli Romani, ha offerto al pubblico un affascinante dissertazione sul Vulcano Laziale e sulle ripercussioni della sua millenaria attività sul territorio castellano.

Dott.ssa Emanuela Angelone

Dapprima della comparsa dell’uomo ad oggi, l’area completamente modificata, ha visto il sorgere ed il morire di numerose civiltà, dal villaggio dell’età del bronzo ai piedi dei Colli Albani, distrutto dall’esondazione del lago di Albano causata dall’attività magmatica, passando per i romani, che su un’antica colata lavica costruirono l’Appia.

A questo punto a parlare è la Dottoressa Paola Pacheto, agronoma e direttrice tecnica della cantina Omina Romana. Grazie alle eruzioni vulcaniche ed al lavoro del tempo, il sottosuolo castellano si è riempito di numerosi minerali ed elementi organici capaci, nel tempo, di creare i suoli adatti per la nascita di diversissimi tipi di uva.

Dott.ssa Paola Pacheco

Richiestissima anche all’estero, ad esempio, è la Leucite, spesso contenuta nell’Italite, pietra presente solo nei nostri territori, in grado di spigionare nel terreno naturalmente alti livelli di potassio, fondamentali per la crescita di ogni agricoltura, soprattutto camelie.

Secondo uno studio degli anni 80, su quasi 5600 specie vegetali presenti in Italia, 3000 sono presenti nel Lazio e di queste 900 stanno nel territorio del Vulcano Laziale. Ciò attesta la versatilità e la fecondità d’un territorio che offre giornalmente ricchezza e bontà alimentari.

In chiusura è intervenuto Errico Scianca, produttore di camelie. Alla fine del settecento, quando arrivarono le prime camelie, Velletri fu da subito la terra madre di questa pianta. I più grandi botanici vennero a studiare le nostre piante che crescevano più velocemente e più colorate che in qualsiasi altra nazione.

Dott. Enrico Scianca

Questi infatti, dopo numerosi studi, definirono Velletri come il miglioro luogo, al mondo, nel quale coltivare camelie.

Al termine degli interventi, dopo i dovuti ringraziamenti agli esperti, l’incontro si è concluso e i presenti sono stati deliziati dalle cortesie dei ragazzi del I.P.S.S.A.R. Ugo Tognazzi per poi continuare a festeggiare lungo le vie della bella e fiorita Velletri.

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