19 Giugno 2026

Termovalorizzatore di Roma, un AFFARE tra privati: pronti altri 43 mln

Per Gualtieri “non ci sono particolari proteste” ma i comitati hanno buone ragioni da spendere e ostacolare, per quanto possibile. L’Associazione Albano Bene Comune denuncia fatti ben gravi


a cura dell’Associazione Albano Bene Comune


Albano (Rm) – Con i 43 milioni della nuova procedura lanciata da Roberto Gualtieri per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura relativi alla direzione lavori, al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, al collaudo e alla consulenza multidisciplinare, il cosiddetto termovalorizzatore di Roma è sempre di più un affare tra soli privati.

Dopo l’aggiudicazione delle attività di verifica codicistica sui livelli di progettazione alla Rina Check srl per tre milioni di euro con inviti a soli cinque operatori e due soli partecipanti, dopo quanto è stato portato alla luce della trasmissione Report con il servizio inchiesta  “il Santo inceneritore”, dopo il rapporto della Commissione parlamentare Ecomafie al cui Presidente chiediamo di essere auditi e a quasi un anno dalle indagini della Procura di Roma, attività tanto delicate e di straordinaria importanza possono ancora essere affidate al privato? 

Che il mega impianto fosse un affare per i privati con trent’anni di veleni da respirare per le popolazioni non c’erano dubbi ma un’amministrazione pubblica che dismette qualsiasi funzione pur di assecondare in tutto e per tutto Gualtieri finisce per toccare il fondo. Ora però che l’alibi del Giubileo è definitivamente caduto e non può più essere consentito al despota commissario di essere al di sopra delle leggi perché in democrazia nessuno può esserlo.

Impegnare 43 milioni di Euro da dare ai privati per un mega impianto non aggiudicato né autorizzato e tutt’ora secretato è qualcosa che può accadere solo perché a Roma, tra chi finge di non vedere e chi preferisce stare a guardare, in troppi con responsabilità istituzionali stanno lasciando fare. A Sud di Roma, dai Castelli al mare, non è così perché  la nostra mobilitazione è solo agli inizi.

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