- La macabra scoperta nel pomeriggio di domenica 9 marzo in via Milazzo, alla periferia del centro. A dare l’allarme un altro senzatetto entrato nell’edificio in cerca di riparo.
- Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, era lì da circa quaranta giorni. Disposta l’autopsia. Non si esclude overdose.
di Marfio Dal Monte
Latina 11 marzo 2026 – Si chiamava Piero Parolisi, aveva 42 anni, era originario di Napoli e viveva senza fissa dimora. Il suo corpo è stato trovato nel pomeriggio di domenica 9 marzo 2026 all’interno di uno stabile abbandonato da anni in via Milazzo, alla periferia del centro di Latina, poco prima dell’incrocio con corso della Repubblica e via Epitaffio.
Secondo i primi accertamenti investigativi, il decesso risalirebbe ad almeno quaranta giorni prima del ritrovamento: un mese e mezzo di silenzio assoluto intorno a una morte silenziosa, consumata nel degrado di un edificio in disuso.
La scoperta: un altro senzatetto dà l’allarme
A fare la drammatica scoperta è stato un altro senzatetto, che nel pomeriggio di domenica si era introdotto nello stabile abbandonato in cerca di un riparo di fortuna. Entrando nell’edificio, l’uomo si è trovato davanti al cadavere, ormai in avanzato stato di decomposizione, e ha immediatamente allertato le forze dell’ordine chiamando il 112. Un gesto semplice, ma fondamentale, senza il quale quella morte sarebbe rimasta nell’oblio ancora a lungo.
Sul posto sono intervenute rapidamente le pattuglie della Squadra Volante della Questura di Latina, gli investigatori della Squadra Mobile e gli specialisti della Polizia Scientifica per i rilievi del caso. I sanitari del 118 hanno constatato il decesso, una formalità date le condizioni avanzatissime in cui versava la salma. La vittima era distesa sul pavimento dello stabile.
Le cause della morte: ipotesi overdose, disposta l’autopsia
Dalle prime verifiche sul posto non sarebbero emersi evidenti segni di violenza sul corpo. Lo stato dei luoghi e il contesto di estremo degrado in cui viveva Parolisi lasciano presumere un decesso per cause naturali o per overdose, ipotesi questa ritenuta plausibile dagli investigatori ma non ancora confermata.
Proprio per fare piena luce sulle circostanze del decesso, il Pubblico Ministero di turno ha disposto l’esecuzione di un esame autoptico. I risultati saranno determinanti per stabilire se si tratti di morte per cause naturali, per intossicazione da sostanze stupefacenti o per altre cause ancora da chiarire.
Chi era Piero Parolisi: una vita ai margini
Piero Parolisi era un uomo di nazionalità italiana, originario di Napoli, che aveva trovato nel palazzo abbandonato di via Milazzo una dimora di fortuna. Con ogni probabilità viveva stabilmente in quello stabile da tempo, come fanno molte persone senza fissa dimora che si rifugiano negli edifici in disuso presenti nella zona periferica del capoluogo pontino.
La sua morte, avvenuta presumibilmente intorno ai primi giorni di febbraio, è rimasta sconosciuta per circa quaranta giorni: nessuno si era accorto della sua assenza, nessuno aveva segnalato la sua scomparsa. Una solitudine totale, tragicamente comune tra le persone che vivono ai margini della società.
Il degrado di via Milazzo: una zona nota alle forze dell’ordine
L’area di via Milazzo, alla periferia del centro di Latina in prossimità dell’incrocio con corso Matteotti e via Epitaffio, è da anni segnalata come zona problematica. Diversi edifici in disuso presenti lungo la strada sono abitualmente frequentati da senzatetto, consumatori di sostanze e persone in situazioni di fragilità estrema.
Si tratta di una realtà conosciuta dalle forze dell’ordine e dai servizi sociali del Comune, ma che fatica a trovare soluzioni strutturali. La morte di Parolisi riporta al centro del dibattito la questione degli immobili abbandonati e del loro utilizzo come rifugi di fortuna da parte delle persone più vulnerabili.
Una “strage invisibile” che non si ferma
Il caso di Piero Parolisi non è isolato. Secondo i dati della Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora (fio.PSD), in Italia muoiono ogni anno oltre 200 persone senza fissa dimora, una ogni due giorni.
Una strage silenziosa, spesso senza nome e senza testimoni, che avviene lontano dagli occhi di tutti. La morte di un uomo di 42 anni in un palazzo abbandonato, rimasta nascosta per oltre un mese, è il simbolo più brutale di questa invisibilità sociale.
Parolisi aveva 42 anni: un’età in cui si potrebbe ancora costruire una vita. La sua storia impone una domanda scomoda: cosa ha fallito, e dove, nel sistema che avrebbe dovuto intercettarlo prima?




