- Il caso esplode a due settimane dall’evento, che quest’anno raggiunge i suoi 95 anni, tra rinvii, “forse, vedremo, stiamo decidendo in Giunta, faremo sapere”
di Milo De Filippis
Velletri, 12 settembre 2026 – A quindici giorni dalla data prevista per la 95ª Festa dell’Uva e dei Vini, in programma per il weekend del 26-27 settembre, la manifestazione più identitaria della città non ha ancora un organizzatore ufficiale. E la vicenda, nelle ultime ore, ha assunto i contorni di un vero e proprio caso politico.
Il bando per l’affidamento dell’organizzazione della festa è stato pubblicato dal Comune soltanto il 4 settembre, con scadenza fissata al 13 settembre: appena nove giorni per presentare le candidature, cui seguirebbero, in teoria, altrettanto pochi giorni per trasformare il soggetto vincitore in una macchina organizzativa in grado di gestire oltre 65mila euro di fondi pubblici e l’intero programma di un evento che occupa tutto il centro storico.

Nelle ultime ore, secondo quanto riportato dalla stampa locale, sarebbe emerso un ulteriore problema: il bando non sarebbe stato pubblicato sul portale della trasparenza del Comune, un adempimento che ne metterebbe in dubbio la stessa validità. Da qui l’ipotesi, circolata per l’intera giornata di ieri, di un annullamento in autotutela e di una conseguente riprogrammazione della gara, con uno slittamento della festa stimato tra i 15 e i 20 giorni: un rinvio che, di fatto, sposterebbe l’appuntamento a ridosso o dentro il mese di ottobre, quando la vendemmia sarà ormai conclusa e l’uva, protagonista della festa, non sarà più sui tralci.
L’affondo della minoranza
A rompere il silenzio istituzionale è stata per prima l’opposizione. Alleanza Verdi Sinistra ha attaccato pubblicamente la Giunta guidata dal sindaco Ascanio Cascella e gli assessori con delega all’evento, Paolo Felci e Cristian Simonetti, contestando la tempistica scelta per l’affidamento e definendo, con toni sarcastici, la ricerca dell’organizzatore un “AAA cercasi organizzatore 2026”.


Per AVS si tratta di un appuntamento legato alla storia e all’identità cittadina “archiviato con superficialità come una banale pratica“, tanto più che Velletri aderisce all’associazione Città del Vino, un contesto che avrebbe potuto offrire occasioni di gemellaggio e promozione mai colte.

A queste critiche si è aggiunta, nelle ultime ore, la voce di un esponente di minoranza in un video diffuso sui social, che rincara la dose parlando apertamente di ritardi, omissioni e di una gestione poco trasparente dell’intera vicenda del bando.
Un atto d’accusa che si somma al fatto, definito “senza precedenti in 95 anni di storia” da alcune testate locali, che la festa più importante della città rischi di saltare, o quantomeno di essere organizzata “in fretta e furia”, nelle date già pubblicizzate ai cittadini.
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Il silenzio del sindaco
A pesare, in questa vicenda, non sono solo i tempi tecnici ma anche l’assenza di comunicazione istituzionale: il sindaco Cascella, contattato nelle scorse ore dalla stampa locale, non avrebbe fornito risposte né telefoniche né tramite messaggio, lasciando privi di spiegazioni ufficiali i cittadini di fronte a un possibile slittamento di un evento che, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe essere affidato anche tramite affidamento diretto a soggetti privati, in alternativa alla procedura di gara.
Al netto delle polemiche di queste ore, resta un interrogativo più di fondo sull’impostazione data quest’anno all’organizzazione della festa, affidata a due assessori con deleghe condivise anziché a una regia unica, come avveniva in passato quando era direttamente il Comune, con un solo assessore competente e il coinvolgimento di comitati e associazioni cittadine, a coordinare l’evento.
Una formula che, secondo le critiche emerse in queste ore, non avrebbe finora garantito valore aggiunto rispetto al passato, esponendo semmai la manifestazione al rischio concreto di uno svolgimento fuori tempo, fuori budget certo e, soprattutto, fuori dal periodo che dà senso al suo stesso nome: la vendemmia.




