Quando il fascismo era un Movimento socialista. Dopo il 1924 (Delitto Matteotti) le cose andarono diversamente (leggi sul Concordato il ns articolo)
di Massimo Tosti
Velletri (Rm) – Ai primi del Novecento il movimento socialista aveva nell’ateismo uno dei suoi tratti più marcati. E fu così che alla Casa del Popolo di Losanna, in Svizzera, nella serata del 26 marzo del 1904, Mussolini sfidò in una contesa oratoria sul Creatore il pastore evangelico Alfredo Taglialatela. Fu allora che il futuro Duce, di fronte ad un pubblico costituito soprattutto da emigrati italiani, utilizzò un espediente retorico rimasto famoso e ripreso anche dal regista Marco Bellocchio nel film VINCERE. Secondo Angelica Balabanoff, rivoluzionaria esule russa a lui allora legata, Mussolini disse: ”Datemi un orologio. Do dieci minuti di tempo al Padre Eterno. Se Egli non mi colpisce in questo limite di tempo, vuol dire che non esiste. Lo sfido”.

Il momento dell’arresto del giovane interventista socialista Benito Mussolini
A quanto pare lo stratagemma ebbe successo, non solo perché il combattivo oratore sopravvisse alla prova, ma anche perché nel complesso i presenti, circa 500 persone, ebbero l’impressione che la posizione ateista avesse prevalso nel duello. Il testo dell’intervento di Mussolini venne stampato poco dopo in opuscolo con il titolo “L’uomo e la Divinità”.

Una profonda amicizia legava Pietro Nenni a Benito Mussolini
Questa, d’altro canto, era anche la posizione tenuta al riguardo dalle sei componenti che diedero vita, nell’adunata di Piazza San Sepolcro a Milano nel 1919, ai “FASCI DI COMBATTIMENTO”. Le ricordiamo: A) socialisti massimalisti di Michele Bianchi, B) sindacalisti rivoluzionari di De Ambris e Corridoni, C) repubblicani mazziniani di Italo Balbo, D) futuristi di Tommaso Marinetti, E) intervenisti dannunziani, F) anarchici di Leandro Arpinati.
Questo era il Fascismo delle origini, un movimento socialista e nazionale che sarebbe dovuto diventare alternativo al socialismo di classe di Carlo Marx, (neanche lontano parente del movimento conservatore e reazionario che negli anni che seguirono prese il sopravvento). Le cose, dopo il 1924 (delitto Matteotti), andarono diversamente.




