In prossimità della ricorrenza dei Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, ci permettiamo di segnalare qualche incongruenza storica
di Ugo Cascella
Bogotà (Colombia) – Il 14 gennaio scorso Beppe Grillo scrive nel suo blog: “c’è da rivedere, secondo me, anche un po’ i Patti Lateranensi fatti dall’uomo della provvidenza e Pio IX. Un pochino bisognerà rivederli altrimenti viviamo sempre su idee vecchie, cerchiamo di inserirci e modificare sempre idee vecchie, bisogna andare avanti. La Chiesa in fondo prende 4 miliardi di euro l’anno dallo Stato italiano… E prende anche un miliardo e cento di 8xmille ha insaputa degli italiani. Quindi un pochino un pochino di modifiche…, “
Pio IX? Un pochino? Ha insaputa ( con H?). Ma che maniera di scrivere…
Comunque, almeno abbiamo appreso che la Chiesa prende 4 miliardi all’anno dallo Stato italiano.
Se questo é vero, staremmo parlando di circa 65 EURO per ogni abitante.

Ma il problema dell’esistenza di un Concordato non si può circoscrivere a una questione meramente economica, dato che investe problemi di fondo, come la difesa della laicitá e della libertá religiosa.
Per cui é indispensabile trovare una via che permetta l’eliminazione di questo anacronismo.
Secondo la “Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti” non é probabile che si riesca a eliminare il Concordato, e ne illustra le ragioni ( https://www.uaar.it/laicita/concordato/):
“I radicali ci provarono nel 1977, raccogliendo le firme necessarie per un referendum abrogativo; il 2 febbraio 1978, però, la Corte Costituzionale con sentenza n. 16 lo dichiarò inammissibile, in quanto «trattato» con uno stato estero.

Restano quindi due strade: una impercorribile, l’altra quasi…
• con il consenso della Chiesa, attraverso un accordo fra le parti: che la Chiesa rinunci ai suoi privilegî è però a nostro avviso impossibile.
• attraverso la denuncia unilaterale del Concordato da parte del governo e/o l’abolizione dell’art. 7 della Costituzione: in tal caso la Chiesa verrebbe equiparata alle altre religioni, ed i suoi rapporti con lo Stato regolati attraverso un’intesa. Purtroppo a tale scopo è necessaria una modifica costituzionale, disciplinata dall’art. 138 della Costituzione stessa, che recita:
«Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti».
Nessun referendum è quindi possibile su questo argomento. Spetta ai nostri parlamentari prendere l’iniziativa.”
Ricordando il fatto che nel 1946 neanche il PCI si oppose a che si inserisse il Concordato nella Costituzione italiana all’art.7, non é molto probabile che le cose siano cámbiate, anzi……
Quindi, che si fa? Si “butta la spugna”?
Ma neanche per sogno.
Una via c’e’: chiedere non l’ABROGAZIONE , ma la NULLITA’ dei Patti Lateranensi, in quanto firmati da Benito Mussolini in qualitá di Governante DI FATTO, ma NON IN DIRITTO .
Mussolini aveva sciolto il Parlamento nell’anno 1927 per cui, essendo stato firmato il Concordato nel 1929, si tratta di un atto cui manca l’essenziale, secondo i canoni universalmente conosciuti oggigiorno per poter determinarne la DEMOCRATICITÁ: l’avallo del Parlamento.
Affinché uno Stato sia considerato valido e sovrano, le sue istituzioni devono funzionare in conformità con le disposizioni della sua Carta Politica o Costituzione, cioè i 3 rami del potere devono essere organizzati secondo il mandato della Costituzione e collaborare armoniosamente tra loro.
Se il Governo è di fatto e non è stato eletto secondo la Costituzione e se, a maggior ragione, il suo Parlamento è stato chiuso o cambiato da un altro organo non eletto secondo la Costituzione, la cosa è ancora più grave, poiché gli elementi dello Stato non esistono, affinché i suoi poteri fondamentali siano costituiti in modo regolare e democratico.
Quando accade quanto sopra, molti costituzionalisti e internazionalisti ritengono che non ci siano gli elementi per poter parlare di uno Stato sovrano capace di rappresentare il suo popolo (nazione) e quindi sia incapace di stipulare accordi o contratti con altri Stati.
Per celebrare gli Accordi o i cosiddetti Concordati, lo Stato deve avere la capacità, e se li celebra con questi difetti – perché di fatto lo sono – saranno nulli.
Quindi, avanti nella GIUSTA richiesta di NULLITA’ DEL CONCORDATO!




