17 Aprile 2026

Concordato Stato Chiesa da annullare, nel 1929 l’Italia ‘non era uno Stato Sovrano’

In prossimità della ricorrenza dei Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, ci permettiamo di segnalare qualche incongruenza storica

di Ugo Cascella


Bogotà (Colombia) – Il 14 gennaio scorso Beppe Grillo scrive nel suo blog: “c’è da rivedere, secondo me, anche un po’ i Patti Lateranensi fatti dall’uomo della provvidenza e Pio IX. Un pochino bisognerà rivederli altrimenti viviamo sempre su idee vecchie, cerchiamo di inserirci e modificare sempre idee vecchie, bisogna andare avanti. La Chiesa in fondo prende 4 miliardi di euro l’anno dallo Stato italiano… E prende anche un miliardo e cento di 8xmille ha insaputa degli italiani. Quindi un pochino un pochino di modifiche…, “
Pio IX? Un pochino? Ha insaputa ( con H?). Ma che maniera di scrivere…
Comunque, almeno abbiamo appreso che la Chiesa prende 4 miliardi all’anno dallo Stato italiano.
Se questo é vero, staremmo parlando di circa 65 EURO per ogni abitante.

Ma il problema dell’esistenza di un Concordato non si può circoscrivere a una questione meramente economica, dato che investe problemi di fondo, come la difesa della laicitá e della libertá religiosa.
Per cui é indispensabile trovare una via che permetta l’eliminazione di questo anacronismo.
Secondo la “Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti” non é probabile che si riesca a eliminare il Concordato, e ne illustra le ragioni ( https://www.uaar.it/laicita/concordato/):
“I radicali ci provarono nel 1977, raccogliendo le firme necessarie per un referendum abrogativo; il 2 febbraio 1978, però, la Corte Costituzionale con sentenza n. 16 lo dichiarò inammissibile, in quanto «trattato» con uno stato estero.


Restano quindi due strade: una impercorribile, l’altra quasi…
• con il consenso della Chiesa, attraverso un accordo fra le parti: che la Chiesa rinunci ai suoi privilegî è però a nostro avviso impossibile.

• attraverso la denuncia unilaterale del Concordato da parte del governo e/o l’abolizione dell’art. 7 della Costituzione: in tal caso la Chiesa verrebbe equiparata alle altre religioni, ed i suoi rapporti con lo Stato regolati attraverso un’intesa. Purtroppo a tale scopo è necessaria una modifica costituzionale, disciplinata dall’art. 138 della Costituzione stessa, che recita:
«Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti».
Nessun referendum è quindi possibile su questo argomento. Spetta ai nostri parlamentari prendere l’iniziativa.”
Ricordando il fatto che nel 1946 neanche il PCI si oppose a che si inserisse il Concordato nella Costituzione italiana all’art.7, non é molto probabile che le cose siano cámbiate, anzi……
Quindi, che si fa? Si “butta la spugna”?


Ma neanche per sogno.
Una via c’e’: chiedere non l’ABROGAZIONE , ma la NULLITA’ dei Patti Lateranensi, in quanto firmati da Benito Mussolini in qualitá di Governante DI FATTO, ma NON IN DIRITTO .

Mussolini aveva sciolto il Parlamento nell’anno 1927 per cui, essendo stato firmato il Concordato nel 1929, si tratta di un atto cui manca l’essenziale, secondo i canoni universalmente conosciuti oggigiorno per poter determinarne la DEMOCRATICITÁ: l’avallo del Parlamento.
Affinché uno Stato sia considerato valido e sovrano, le sue istituzioni devono funzionare in conformità con le disposizioni della sua Carta Politica o Costituzione, cioè i 3 rami del potere devono essere organizzati secondo il mandato della Costituzione e collaborare armoniosamente tra loro.
Se il Governo è di fatto e non è stato eletto secondo la Costituzione e se, a maggior ragione, il suo Parlamento è stato chiuso o cambiato da un altro organo non eletto secondo la Costituzione, la cosa è ancora più grave, poiché gli elementi dello Stato non esistono, affinché i suoi poteri fondamentali siano costituiti in modo regolare e democratico.

Quando accade quanto sopra, molti costituzionalisti e internazionalisti ritengono che non ci siano gli elementi per poter parlare di uno Stato sovrano capace di rappresentare il suo popolo (nazione) e quindi sia incapace di stipulare accordi o contratti con altri Stati.

Per celebrare gli Accordi o i cosiddetti Concordati, lo Stato deve avere la capacità, e se li celebra con questi difetti – perché di fatto lo sono – saranno nulli.

Quindi, avanti nella GIUSTA richiesta di NULLITA’ DEL CONCORDATO!
 

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