5 Agosto 2026

Aste giudiziarie truccate: tre agli arresti domiciliari per corruzione

  • Coinvolti curatori fallimentari e avvocati compiacenti molto noti a Velletri
  • Gli annunci, in molti casi, non venivano neppure pubblicati. L’obiettivo: abbattere il prezzo degli immobili e garantirne l’assegnazione agli “amici” del sistema allestito a Velletri

Ufficio Stampa GdF


Roma (Rm) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di tre persone, accusate – in concorso tra loro – dei reati di corruzione e turbata libertà degli incanti.


L’operazione, condotta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Velletri e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha permesso di far luce su gravi irregolarità commesse nell’ambito delle vendite giudiziarie immobiliari, da parte di alcuni curatori fallimentari e professionisti delegati.


Le indagini hanno svelato l’esistenza di un consolidato sistema illecito basato su rapporti collusivi tra gli indagati e i professionisti incaricati delle aste giudiziarie. Questi ultimi, violando i doveri connessi al loro ruolo di pubblici ufficiali, pilotavano le aggiudicazioni a favore di soggetti compiacenti, riconducibili all’organizzazione.


Secondo quanto emerso, il meccanismo corruttivo aveva come effetto l’esclusione di altri potenziali offerenti, con aste non pubblicate e aggiudicazioni a prezzi irrisori rispetto al valore reale degli immobili.

Emblematico il caso della vendita di un bene del valore di oltre 700.000 euro, aggiudicato per soli 27.000 euro, dietro il pagamento di una tangente in contanti da 40.000 euro da parte di un cittadino di nazionalità indiana.

Gli indagati, per abbattere progressivamente il valore della base d’asta, hanno falsamente attestato l’esecuzione di ben 17 aste pubbliche mai effettivamente svolte. L’obiettivo era quello di permettere la partecipazione esclusiva del soggetto corrotto, l’unico che era a conoscenza della vendita all’incanto.


Nel corso delle perquisizioni eseguite presso le sedi societarie e le abitazioni dei soggetti coinvolti, sono state rinvenute macchinette conta-soldi e circa 30.000 euro in contanti, ritenuti parte del sistema illecito.


Il procedimento è attualmente nelle fasi delle indagini preliminari e, fino al giudizio definitivo, vige la presunzione di non colpevolezza.
L’attività investigativa conferma l’impegno della Guardia di Finanza nella tutela della legalità e della trasparenza nelle procedure pubbliche e giudiziarie.

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