18 Maggio 2026

Blitz dei Carabinieri a Velletri: smantellata casa di appuntamenti

  • Un uomo e una donna in carcere per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Vittime donne di origine sudamericana reclutate e alloggiate in un appartamento in Via Salvo d’Acquisto.
  • Sequestrati denaro contante e documentazione contabile

di Mario Dal Monte


Velletri 13 aprile 2026Un appartamento in via Salvo D’Acquisto trasformato in una vera e propria casa di appuntamenti, gestita con metodi imprenditoriali e regole rigide imposte alle donne sfruttate.

È quanto hanno scoperto questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Velletri, coordinati dal Comandante Giovanni Cappa, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo e una donna, ritenuti gravemente indiziati dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Velletri su richiesta della Procura della Repubblica locale, al termine di un’attività investigativa che ha fatto emergere un presunto sistema illecito strutturato con modalità tipiche di un’organizzazione d’impresa.

I due indagati, arrestati nelle prime ore della mattinata, sono stati condotti in carcere. Gli investigatori li ritengono i principali responsabili della gestione dell’intero sistema illecito, operante all’interno dell’appartamento di via Salvo D’Acquisto.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’appartamento era stato trasformato in una vera e propria centrale operativa della prostituzione. Gli investigatori lo descrivono come un modello ad elevata professionalità, in grado di curare ogni fase dell’organizzazione, dal reclutamento delle donne alla gestione degli incassi.

I due indagati avrebbero gestito in concorso tra loro il reclutamento e l’alloggio di numerose donne, per lo più di origine sudamericana. Le donne non erano semplicemente ospitate: venivano sottoposte a regole rigide sia sul comportamento che sull’immagine, studiate appositamente per massimizzare l’attrattività nei confronti della clientela e garantire un costante flusso di ingressi.

L’organizzazione, secondo gli inquirenti, si avvaleva anche di una rete consolidata di contatti nel settore: elementi che fanno ipotizzare un’attività non improvvisata, ma costruita nel tempo con precise connessioni nel mondo della prostituzione.

Nel corso del blitz, i Carabinieri hanno sequestrato denaro contante ritenuto provento diretto dell’attività illecita, nonché documentazione contabile relativa alla gestione degli incassi. La presenza di registrazioni contabili è un elemento particolarmente significativo: indica che i due gestori tenevano traccia sistematica degli introiti, trattando l’attività come un vero e proprio giro d’affari.

Gli elementi raccolti portano gli investigatori a ritenere che i due arrestati traessero il proprio sostentamento esclusivamente da questo sistema illecito, senza altre fonti di reddito.

L’operazione è il risultato di una prolungata attività investigativa da parte della Compagnia Carabinieri di Velletri, che ha lavorato su delega della Procura della Repubblica. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire nel dettaglio le modalità operative del sistema e l’entità del giro d’affari, prima di procedere agli arresti.

L’episodio si inserisce in un contesto di attenzione crescente delle forze dell’ordine del territorio verso il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione. Non è la prima volta che la Compagnia di Velletri interviene su episodi analoghi: nei mesi scorsi operazioni simili avevano già portato a denunce e arresti per reati connessi alla gestione illecita di attività di meretricio nel comprensorio dei Castelli Romani.

Come precisato dagli stessi inquirenti, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati devono pertanto considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. La notizia viene riportata nel rispetto dei principi deontologici della stampa e della normativa vigente in materia di tutela della privacy, senza pubblicazione di dati personali non ancora confermati dalle autorità.

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