Conferenza episcopale del Lazio: accorato appello ai sindaci del Lazio

Commissione per il servizio della Carità. Riportiamo la lettera inviata ai Sindaci di Redazione “Illustrissimo signor Sindaco, Le scriviamo come Chiesa locale, tramite la Caritas diocesana, rivolgendole un profondo appello ad intervenire, secondo quanto in suo potere anche in base alla legge regionale del Lazio n. 5 del 2013, emanata…

Commissione per il servizio della Carità. Riportiamo la lettera inviata ai Sindaci

di Redazione

“Illustrissimo signor Sindaco, Le scriviamo come Chiesa locale, tramite la Caritas diocesana, rivolgendole un profondo appello ad intervenire, secondo quanto in suo potere anche in base alla legge regionale del Lazio n. 5 del 2013, emanata per contenere le conseguenze del gioco d’azzardo. Già all’epoca, con numeri molto inferiori, erano evidenti i gravi danni sulla persona e sulle comunità locali, provocati dall’azzardo.

Sua Eccellenza Stefano Russo Vescovo di Velletri-Segni ed il Dottor Francesco Montecuollo, Sindaco di Lariano

Nel 2021 sono stati scommessi, nel solo Lazio, ben 11 miliardi e 568 milioni di euro (in media 2.019 a persona), con profitti per l’industria del settore per 839 milioni e 294 mila euro.

Nella nostra regione le sale di gioco con ampie superfici sono ben 378 nelle cinque province laziali, mentre gli esercizi commerciali che ospitano le slot machine sono ben 5.700 (tra bar, tabaccherie, lavanderie, cartolerie ecc).

Sono ampiamente noti i molteplici danni umani e familiari provocati dall’azzardo, dal sovraindebitamento e dall’usura ad esso spesso collegati. L’azzardo infatti non è un gioco! Esso, inoltre, sottrae troppe risorse all’economia reale, diffondendo anche una patologia clinica, la ludopatia, di dipendenza al pari della droga e dell’alcool.

Nelle nostre province non è inoltre disponibile una sufficiente rete di centri per la terapia e per l’assistenza alle famiglie con uno o più congiunti in difficoltà per il gioco d’azzardo. E’ alto, inoltre, il rischio dell’inserimento della criminalità organizzata anche in parte degli stessi canali legalizzati di distribuzione del gioco d’azzardo.

Le modifiche apportate il 27 luglio 2022 dal Consiglio Regionale a quella legge regionale del 2013 non hanno certo incontrato il nostro favore. Non ci interessano però le polemiche, siamo invece fiduciosi che grazie alle prerogative attribuite alle Amministrazioni locali, si possano porre degli argini alle gravi conseguenze connesse al gioco d’azzardo.

I singoli Comuni hanno infatti la possibilità di varare, nel rispetto di quanto previsto dall’attuale normativa regionale, con un regolamento o anche una ordinanza del Sindaco, una serie di misure, purché adeguatamente motivate in rapporto alla specifica situazione della sua città.

Le chiediamo pertanto di intervenire in questo senso, affinché:

a) nelle sale gioco e negli esercizi commerciali abilitati nel suo Comune siano introdotte delle fasce orarie di apertura ben più ridotte rispetto a quelle previste dalla Regione, in modo da poter assicurare quella discontinuità nell’abuso di gioco che è fondamentale per limitare il fattore principale che induce alla dipendenza patologica;

b) sia introdotta l’interdizione dal gioco ai soggetti in stato di manifesta ubriachezza;

c) venga stabilita la separazione netta tra lo spazio dedicato agli apparecchi da gioco e gli altri ambienti degli esercizi; questo perché associare gioco d’azzardo, inalazione di tabacco e assunzione di alcolici, finisce con il potenziare tutte e tre le dipendenze, inducendo a condotte temerarie o comunque irresponsabili.”

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