16 Giugno 2026

“La Regione ritira parere favorevole a utilizzo acqua”, sempre per Inceneritore

  • Nel continuo susseguirsi di comunicati pro e contro la realizzazione dell’Inceneritore, arriva la dichiarazione lanciata dalla battagliera Alessandra Zeppieri, Consigliera Regionale

a cura Ufficio stampa della Zeppieri


Roma 18 ottobre 2025 – «Con la determina n. G09041, la Regione Lazio riconosce ufficialmente che i consumi idrici previsti per l’impianto di incenerimento di Roma non sono sostenibili.

Una conferma che non lascia spazio a dubbi e che dà ragione alle tante denunce portate avanti in questi anni da cittadine e cittadini, comitati, enti locali e associazioni. Le motivazioni su cui si è fondato il progetto stanno venendo meno, una dopo l’altra

Lo dichiara Alessandra Zeppieri, consigliera regionale del Polo Progressista, da sempre contraria al progetto per i suoi gravi impatti ambientali, sanitari e sociali.

Con la nuova determinazione n. G13304 del 14 ottobre 2025, lo stesso ufficio ha fatto marcia indietro, revocando il precedente parere Favorevole sulla compatibilità idrica dell’inceneritore in quella zona.

«Le preoccupazioni sollevate fin dall’iniziodal consumo eccessivo di acqua, all’impatto ambientale, fino ai rischi per la salute pubblica e alla scarsa partecipazione democratica si stanno rivelando più che fondate. Il fabbisogno idrico dell’impianto risulta infatti incompatibile con le capacità di approvvigionamento del territorio, mettendo in pericolo risorse naturali essenziali, come le falde che alimentano la rete idrica e i laghi dei Castelli Romani

Zeppieri sottolinea come la Regione avesse, e abbia tuttora, «ampie possibilità di intervento: avrebbe potuto rivedere le autorizzazioni, pretendere studi più approfonditi, valutare con serietà il rischio ambientale e rispettare pienamente il Piano Rifiuti vigente.

Alla luce di quanto emerso, nessuna istituzione può continuare a ignorare l’evidenza. Portare avanti un progetto basato su presupposti tecnici e ambientali superati significa compromettere ulteriormente la fiducia dei cittadini e la salute del territorio.»

La consigliera lancia poi un nuovo allarme: «Ora bisogna evitare che, preso atto dell’insostenibilità del prelievo idrico originario, si scelga semplicemente di spostare l’approvvigionamento verso altre aree fragili, come il campo pozzi Laurentino.

Già tempo fa abbiamo denunciato in Consiglio regionale come, su quell’area, la stessa ACEA avesse proposto l’istituzione di una zona di salvaguardia ambientale, salvo poi ritirare tutto, con l’archiviazione della pratica da parte della Regione.»

«È il momento di fermarsi davvero — conclude Zeppieri —, di riconsiderare le scelte fatte e di aprire finalmente una fase nuova, fatta di confronto trasparente e partecipato con le comunità locali. Non servono scorciatoie né soluzioni tampone: serve una visione coraggiosa, che metta al centro la tutela dell’ambiente, della salute e delle risorse comuni.»

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