Lariano, riflessioni sul patrimonio boschivo: “anno nuovo agronomo nuovo!?”

Paolo Fiorini, noto esponente politico di Lariano, che da molto tempo spulcia le carte su come viene gestita la cosa pubblica a Lariano, ha stilato una sua riflessione sulla gestione del patrimonio pubblico

di Paolo Fiorini


Lariano (Rm) – Come ho già scritto, i metodi di gestione del nostro bosco non li ritengo salutari per l’economia locale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nulla volendo ai nostri competenti operatori boschivi, che ben conosco cosa denunciano nel confessionale, avrei voluto, da parte delle passate amministrazioni, un cosciente impegno nel sostenere e promuovere la crescita e la competitività delle imprese boschive locali, così da rilanciare questo settore produttivo storicamente legato al nome di Lariano.

Lo stallo e le difficoltà in cui versano da tempo le ditte, a esclusivo vantaggio di pochi, non è frutto del caso ma di una certa politicuccia che ha mal governato, finendo per favorire la monopolizzazione delle attività forestali e le consequenziali dinamiche che ci girano attorno.

Quindi, chiusa parentesi, mi aspetto dalla nuova maggioranza del Sindaco Francesco Montecuollo una cosciente e approfondita valutazione degli aspetti che comportano lo sfruttamento delle nostre risorse patrimoniali, meritevoli di nuove figure gestionali. Pertanto, intendo richiamare l’attenzione sul principio della rotazione degli incarichi.

Il 31 Dicembre scade il contratto sottoscritto con il professionista che, da oltre dieci anni, si aggiudica con procedura negoziata l’affidamento per svolgere specifica attività agro-forestale per il nostro Comune. Posizione che ritengo andrebbe sottoposta ad attenta osservazione per i possibili rischi di non imparziale esercizio delle funzioni attribuite.

Mi spiego: è corretto che la stessa amministrazione comunale conferisca allo studio privato di questo suo dipendente, pagato 88.700,33 euro, anche molteplici altri incarichi a lui direttamente liquidati? Tenendo conto, tra l’altro, che è l’unica figura interna all’Ente che, per il suo stato giuridico, può approvarne/accettarne i contenuti. Inoltre, credo, sia giunta l’ora di ponderare il fatto che il nostro funzionario comunale intrattiene rapporti di lavoro autonomo con la Ditta aggiudicataria della concessione per la gestione e sfruttamento del patrimonio forestale del Comune di Velletri; Ditta su cui, dopo la denuncia di un Consigliere comunale, pende un procedimento penale, in corso, per l’abbattimento illegale di alberi.

Aspetto non di poca rilevanza se consideriamo che, dalle carte, l’agronomo risulta essere anche il tecnico forestale che nella concessione è investito delle responsabilità di sovrintendente dei lavori e indicato a tutelare il patrimonio del Comune di Velletri. Dico questo solo per far notare che sono poteri ispettivi e di accertamento conferitigli anche dal Comune di Lariano. Paradossale condizione, viste quelle fasce di confine dove con i frontisti veliterni abbiamo distinte responsabilità patrimoniali che richiedono garanzie di imparzialità sugli interventi boschivi, di fatto nelle mani dello stesso professionista.

Ritengo di parlare con cognizione di causa, quindi invito l’Assessore al Patrimonio Fabrizio Ferrante Carrante, ma anche il Consiglio Comunale, alle loro considerazioni, al fine di prevenire comportamenti inopportuni da parte di chi da troppo tempo ricopre il medesimo ruolo.

È ora di dare un taglio al conferimento continuato di competenze in specifici servizi/uffici comunali, cominciando a dare un’interpretazione prudente e orientata a quella norma che stabilisce un “periodo di raffreddamento” per i casi come questo, di professionisti esterni che hanno già avuto incarico stabile. La Politica faccia meno appariscenze e più il suo dovere, affronti con serietà e trasparenza i veri problemi di questo paese, cominci a sottoporre al parere degli organi ispettivi e di vigilanza le possibili incompatibilità e inconferibilità all’interno dell’Ente. Lo deve fare il cittadino? Vediamo come va a finire!

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