- Ci sono premi che somigliano a pacche sulle spalle, altri che provano a leggere il territorio come fosse una mappa stratificata, dove il passato (quello polveroso e salvato in extremis) incontra le promesse del presente
di Alessandro Filippi
Velletri 19 luglio 2026 – La terza edizione dell’Augusto d’Oro, che andrà in scena il prossimo 31 luglio al Museo Civico di Velletri, sembra appartenere a questa seconda categoria.
Non è solo un rito di autocelebrazione, ma un tentativo — ambizioso, se vogliamo — di dare un volto a chi, in modi diversi, ha trasformato la propria attività in un atto di cura verso la comunità.

Il cuore pulsante di questa edizione è un atto di doverosa giustizia.
Il premio alla memoria a Gianna Mascetti è forse il momento di maggior spessore critico: il racconto di chi, tra escrementi di piccione e oblio, ha materialmente salvato l’archivio storico comunale, dice molto di più di mille retoriche. È la figura dell’eroe per sottrazione, che preferisce l’inventario alla vetrina.
Spostandoci sul versante istituzionale, la scelta di Fabio Papalia, sindaco di Genzano, segna uno scarto netto rispetto alla tradizione dei “politici di lungo corso” che hanno dominato le edizioni precedenti. Un passaggio di testimone che gioca tutto sulla carta della giovinezza e del buon auspicio, quasi un cortocircuito temporale tra l’istituzione e la prospettiva.
Sul versante culturale, il nome di Filippo Alivernini è la conferma di una dedizione tecnica che sa farsi progetto. Il recupero di Palazzo Cinelli e la messa in sicurezza dell’archivio notarile – quest’ultima opera corale che ha visto coinvolti, tra gli altri, il compianto Vincenzo Cicotti – sono il segno di una conservazione attiva, lontana dal museificarsi sterile.
Un’azione che trova eco nel riconoscimento alla direttrice del Museo, Raffaella Silvestri, e alla cooperativa Le Macchine Celibi, presenze costanti nel presidio del patrimonio locale.
Infine, il “colore” del territorio: tra il traguardo dei venticinque anni de L’arte del dolce e il ristorante Gioia Mia, la sezione dedicata al commercio e alla ristorazione si muove su binari di rassicurante continuità, mentre il premio ai giovani commercianti (da Leoni a Gasbarri, fino a Ciarla) tratteggia un ricambio generazionale che prova a restare, a radicarsi.
Il ricordo finale, affidato agli avvocati Carteny e Fagiolo e all’architetto Ciafrei, chiude il cerchio di una serata che, tra memorie archivistiche e slanci imprenditoriali, non dimentica chi ha contribuito a costruire il perimetro di questa comunità.
Appuntamento dunque al 31 luglio, ore 17.30.




