- La protesta contro “il ruolo unico, che equivale alla fine della medicina territoriale” e “la mancanza di programmazione e di specializzazione universitaria”
- e per chiedere “la tutela della maternità e della genitorialità, ossia una professione umana”, la “deburocratizzazione” e una “digitalizzazione sostenibile”
a cura dell’Uffio Stampa
Roma 18 ottobre 2025 – Lo SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) comunica che per il giorno 5 novembre 2025 è stato proclamato uno sciopero generale nazionale dei medici di medicina generale, dei medici del 118, dei medici convenzionati e delle altre categorie rappresentate dal sindacato.

La protesta nasce dalla profonda preoccupazione per il futuro della medicina territoriale e per la crescente perdita di autonomia professionale del medico di famiglia.
Il Presidente nazionale, Angelo Testa, sottolinea che lo sciopero è un atto di difesa della professione e del rapporto di fiducia tra medico e paziente, oggi messo a rischio da riforme e proposte organizzative che minacciano di trasformare il medico di medicina generale in un semplice ingranaggio amministrativo.
Lo SNAMI chiede:
Il ritiro del progetto di “ruolo unico”, che cancellerebbe l’autonomia della medicina territoriale, spezzando il legame diretto e fiduciario con i cittadini.

Una riforma formativa e organizzativa seria, con il riconoscimento universitario della Medicina Generale come specializzazione clinica di base, capace di attrarre le nuove generazioni e garantire continuità assistenziale sul territorio.
La tutela della maternità, della paternità e della genitorialità, per una professione umana e sostenibile, con regole e strumenti che permettano ai medici di conciliare la vita familiare con la vocazione professionale.
Una digitalizzazione sostenibile e una drastica riduzione della burocrazia, affinché la tecnologia torni ad essere uno strumento al servizio della cura, non un ostacolo alla relazione medico-paziente.
Durante la giornata di sciopero saranno comunque garantiti tutti i servizi essenziali di emergenza e urgenza, nel pieno rispetto delle norme vigenti.
In assenza di risposte adeguate da parte delle istituzioni, seguiranno ulteriori giornate di protesta.




