24 Agosto 2026

Truffa a diverse Compagnie di assicurazione per incidenti falsi

Coinvolti finte vittime, due medici, due avvocatesse, un tabaccaio, capo dell’organizzazione, ed un carrozziere di Segni


COLLEFERRO – L’indagine, che ha portato alla luce un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa in danno di diverse compagnie di assicurazioni di responsabilità civile auto, andava avanti da diversi mesi e, sul finire dello scorso mese di maggio, molti tra i partecipanti all’organizzazione avevano già patteggiato la pena, variabile tra gli otto mesi ed i due anni.

In ogni truffa alle assicurazioni che si rispetti ci sono diverse figure: la “vittima”, il medico, il carrozziere, l’avvocato e… il capo dell’organizzazione.

Ebbene, nella vicenda che gli agenti del locale Commissariato della Polizia di Stato hanno scoperto a Colleferro, quelle figure ci sono tutte.

Le “vittime” sono diverse ed alcune hanno già patteggiato la pena.

medici sono due – oggi di libera professione – ma uno di loro è un ex primario dell’Ospedale di Colleferro. Entrambi sono ai domiciliari.

Il carrozziere, l’unico “fuori sede”, è di Segni. Anche lui ha già patteggiato.

Anche l’avvocato, di sesso femminile. Le pratiche sospette sarebbero state trovate dagli investigatori sul suo computer affidato ad una collega… Entrambe hanno già patteggiato.

Il capo è un tabaccaio del posto sul quale si stava anche indagando per spaccio ed autoriciclaggio. È in carcere in attesa di essere interrogato.

Il sistema.
Gli attori andavano al Pronto Soccorso per farsi refertare traumi e contusioni per poi recarsi negli studi privati dei due medici compiacenti disposti a rilasciare certificati per lesioni inesistenti.
Le auto incidentale venivano acquistate dal capo dell’organizzazione e “trattate” dal carrozziere…
Raccolti tutti gli elementi utili, l’avvocato, inoltrava alle assicurazioni le pratiche per i risarcimenti.

I proventi.
Gli assegni delle assicurazioni venivano poi incassati dalle “vittime” dei falsi incidenti che smistavano il dovuto risalendo la “catena di S. Antonio” fino al vertice, il tabaccaio, che reinvestiva parte dei proventi per proseguire ed incrementare l’attività fraudolenta.
Altra quota sarebbe servita per acquistare parte di un impianto sportivo (messo sotto sequestro) a nome di una società.

Le indagini.
Le indagini degli investigatori del Commissariato di Colleferro, coordinati dal sostituto procuratore del Tribunale di Velletri Ambrogio Cassiani, hanno consentito di ricostruire il tutto attraverso intercettazioni ed interrogatori, comprese le ammissioni dell’avvocatessa, del carrozziere e di alcune delle finte vittime.
Il risultato delle indagini ha portato il Gip di Velletri ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare che ieri, oltre al carcere per il capo dell’organizzazione, ha costretto agli arresti domiciliari altre otto persone.

Negli interrogatori, che si svolgeranno nei prossimi giorni, gli indagati chiariranno la propria posizione, ed il tabaccaio spiegherà anche le questioni relative allo spaccio ed all’autoriciclaggio. Sembrerebbe che in alcuni casi i partecipanti all’illecito sodalizio venissero pagati con la droga…

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