- Daniele Alfonsi e il maestro Luca Nicosanti portano la bandiera veliterna nelle competizioni nazionali e internazionali
- Dietro ogni medaglia, la tenacia quotidiana di un’intera squadra
di Redazione sportiva
Velletri 11 giugno 2026 – C’è una palestra a Velletri dove ogni mattina, a orari in cui molti ancora dormono, si sudano medaglie che poi brilleranno su podi nazionali e internazionali. È la casa dell’ASD Toukon Karate-Do, l’associazione sportiva veliterna che negli ultimi anni ha saputo costruire, quasi in silenzio, una delle realtà del parakarate più significative d’Italia.
Al centro di tutto, due nomi che in città — e ormai ben oltre — sono diventati simbolo di eccellenza: l’atleta Daniele Alfonsi e il maestro Luca Nicosanti.

Daniele Alfonsi è un atleta che va raccontato con la precisione che merita. Cintura nera II Dan, specialista del settore para-karate K22 (la categoria per atleti con Sindrome di Down), ha costruito nel tempo una carriera costellata di risultati che pochi al mondo possono vantare.
Tra le tappe più significative c’è il podio ai Campionati Mondiali di Dublino, dove la Toukon portò a casa medaglie d’oro, d’argento e di bronzo insieme ad altri cinque compagni di squadra, celebrati poi in una grande festa al PalaBandinelli di Velletri alla presenza delle istituzioni cittadine.
Il 2026 ha già regalato un’altra pagina luminosa. Il 25 aprile, a Noale in provincia di Venezia, in occasione del 13° Trofeo Federale Fijlkam LIS, Daniele è salito sul gradino più alto del podio con una prestazione che i presenti hanno descritto come una sintesi perfetta di tecnica, lucidità e carattere. Una prova solida, costruita punto dopo punto, che conferma come la sua non sia una carriera di lampi occasionali ma il frutto di un lavoro costante e metodico.
E non è tutto. Nel 2022 Daniele aveva già scritto un’altra pagina storica: primo atleta di karate in Italia con Sindrome di Down a conseguire la qualifica di aspirante allenatore, esaminato proprio al PalaBandinelli di Velletri.
Un traguardo che va ben oltre lo sport, che parla di inclusione, di possibilità e di come il confine tra atleta e formatore possa essere attraversato con la stessa determinazione con cui si affronta un tatami.
Dietro ogni risultato di Daniele c’è una figura che nel panorama del parakarate italiano conta sempre di più: il Maestro Luca Nicosanti, direttore tecnico della Toukon e oggi Responsabile della Commissione Parakarate della FIJLKAM, la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali.
Nicosanti non è solo l’allenatore di Daniele: è uno degli artefici di quella che può essere definita a tutti gli effetti una rivoluzione. In poco più di un decennio, il parakarate italiano è passato da disciplina di nicchia a realtà competitiva riconosciuta anche a livello paralimpico, con numeri che parlano da soli: agli ultimi Campionati Italiani hanno gareggiato 92 atleti con disabilità di vario genere, un incremento di oltre il 500% rispetto al 2021.

Come Direttore Tecnico della Nazionale, Nicosanti ha guidato la squadra azzurra ai recenti Campionati Europei di Yerevan, in Armenia, riuscendo a ottenere quattro medaglie nonostante l’assenza di due pilastri come Benedetta Belotti e Valerio Di Cocco, entrambi fermi per motivi di salute.
L’Italia ha chiuso terza nel medagliere generale, ma prima per numero complessivo di podi. Con lui anche la psicologa Carolina Ficociello, incaricata dalla FIJLKAM per il supporto degli atleti — un dettaglio che dice molto sull’approccio moderno e completo con cui Nicosanti concepisce la preparazione agonistica.

La storia della Toukon Karate-Do di Velletri non si racconta soltanto attraverso medaglie e podii. È la storia di un’associazione che ha scelto di restare sul territorio, di investirci, di costruirci qualcosa di duraturo.
Gli atleti della Toukon non gareggiano solo nel parakarate: il club è impegnato anche nel karate tradizionale, con i propri agonisti attivi nelle competizioni nazionali come l’Open di Lombardia e in appuntamenti federali di vario livello. La squadra si allena con continuità, con quella tenacia silenziosa che non finisce sulle prime pagine ma che è il vero motore di ogni risultato.
È proprio questo radicamento nel territorio che rende la storia del Toukon qualcosa di più di una semplice storia sportiva. Il Lions Club Velletri Host Colli Albani lo ha riconosciuto assegnando a Daniele Alfonsi la Scarpetta d’Argento nel 2025, premio che ogni anno celebra gli atleti veliterni più meritevoli sul piano nazionale e internazionale.
Oggi, 12 giugno 2026, il Sindaco di Velletri Ascanio Cascella, il vice Sindaco Chiara Ercoli e l’Assessore allo Sport Paolo Felci hanno ricevuto in Comune Daniele Alfonsi e il Maestro Luca Nicosanti, insieme alla squadra del Toukon Karate-Do.

Un incontro che va oltre il protocollo istituzionale: è il riconoscimento formale da parte della città nei confronti di chi, giorno dopo giorno, porta il nome di Velletri sui podi nazionali e internazionali. Un gesto che premia non solo i risultati sportivi, ma l’intero percorso umano e sociale che li ha resi possibili.
Il Sindaco ha posto l’attenzione sulle prestazioni dell’atleta con queste parole: “Bronzo per Daniele agli Europei EKF 2026 di Parakarate, categoria K22, svoltisi a Francoforte dal 20 al 24 maggio. Una prestazione di precisione, potenza e cuore che porta Velletri sul podio d’Europa.
La tua medaglia è stata decisiva per il capolavoro della Nazionale Azzurra FIJLKAM: 1° posto assoluto nel medagliere, titolo vinto sia nel ParaKarate che nel Karate.
Complimenti a Daniele e al Maestro Nicosanti, Velletri è orgogliosa di voi”
Prossimi appuntamenti
Lo sguardo della squadra è già rivolto ai prossimi impegni: per il parakarate si avvicinano i Beach Games in Sardegna, mentre per il settore karate tradizionale continuano le qualificazioni e i tornei nazionali. E sullo sfondo resta sempre la dimensione europea e mondiale, quella in cui Velletri — grazie al Toukon, al maestro Nicosanti e a Daniele Alfonsi — ha imparato a fare la voce grossa.
Una realtà sportiva che merita attenzione, sostegno e orgoglio. Perché quando una città sa esprimere atleti e tecnici di questo livello, non è solo merito loro: “è il segno di una comunità che ha saputo costruire le condizioni perché il talento potesse fiorire”.




