- Immaginate di fare un salto indietro nel tempo, sollevandovi per un attimo sopra i tetti del centro storico di Velletri
di Alessandro Filippi
Velletri 24 luglio 2026 – Proprio sui tetti, in questo fine settimana, la kermesse “Calici sotto le Stelle” ci offre una occasione straordinaria: unire il piacere di un buon calice di vino locale a un viaggio affascinante tra i tesori nascosti dell’architettura e della storia.

L’Unità Pastorale Velletri Centro ha inserito nel percorso due tappe fondamentali, due veri e propri monumenti-chiave che ci raccontano chi siamo e da dove veniamo: la chiesa dei Santi Pietro e Bartolomeo e quella di San Lorenzo.
Seguiteci, entriamo insieme in questo racconto di pietre, fede e memoria.
Prima tappa: Santi Pietro e Bartolomeo, l’architettura ritrovata
Immaginiamo di trovarci all’esterno, sulla terrazza panoramica che corre dietro la chiesa.

È qui che, durante la manifestazione, gli occhi si alzano al cielo per scrutare le stelle. Ma voltandoci verso l’edificio, ci troviamo di fronte a un capolavoro di resilienza settecentesca.
La chiesa, così come la vediamo oggi, fu riedificata dalle fondamenta per volontà dei Padri della Dottrina Cristiana, che affidarono il progetto all’architetto veliterno Nicola Giansimoni.
Un impianto a tre navate che ha sfidato le epoche: prima il passaggio dello Stato Pontificio al Regno d’Italia — che costrinse i Padri a lasciare il convento —, poi la furia devastante della seconda guerra mondiale, che lasciò ferite profondissime.
Eppure, guardate attentamente questa facciata e questi interni: se oggi possiamo ammirarli, lo dobbiamo alla caparbietà di un pugno di uomini straordinari.
Confratelli come Augusto Montagna e Francesco Bianchini, insieme a un comitato cittadino e al supporto della Banca Popolare del Lazio, non si sono arresi all’abbandono.
Tra il 1981 e il 2001, grazie a interventi mirati — dal consolidamento del timpano al recupero degli stucchi guidato dal maestro Tullio Cipollari, fino ai restauri definitivi della Soprintendenza — questo scrigno è tornato a risplendere.
Seconda tappa: San Lorenzo, l’archivio di pietra sulla cima della città
Ora, compiamo qualche passo e spostiamoci nel punto più alto e panoramico di Velletri. L’atmosfera cambia improvvisamente: siamo immersi nella storia francescana.

La chiesa di San Lorenzo Martire non è soltanto un belvedere mozzafiato sulla valle, ma un vero e proprio archivio di pietra.
Facciamo un salto indietro al 1443. All’epoca, questa era una parrocchia ordinaria, finché il rettore Bello Petrica e i chierici decisero di accogliere la richiesta di Papa Pio II, cedendo il complesso ai Minori Osservanti di San Francesco.
Per fare spazio al nuovo convento, i frati demolirono torri e abitazioni circostanti, trasformando radicalmente l’assetto medievale.
Pensate: se aguzzate lo sguardo all’interno, potrete ancora scorgere i rari superstiti di quella fase antica, come una finestra stretta e lunga con arco acuto strombato, l’architrave della sagrestia e due splendide colonne di peperino.
Nel Settecento, un nuovo imponente intervento architettonico trasformò le forme della chiesa, alzando le navate e sostituendo le antiche travature con la volta.
E fu proprio durante questi scavi che emerse un tesoro inestimabile: il celebre fronte di sarcofago paleocristiano detto dell’Orante, oggi conservato e ammirabile nel nostro Museo Civico.

I frati francescani hanno custodito questo luogo per secoli, fino al 1988, anno in cui la progressiva carenza di vocazioni — suggellata dalla figura dell’ultimo superiore, Padre Ugo Stefani, scomparso nel 2016.
Oggi, grazie all’impegno instancabile del parroco Monsignor Roberto Mariani e dei laici, San Lorenzo è tornata a vivere, accogliendo tra le sue mura le memorie sepolcrali dei veliterni illustri e le opere di artisti contemporanei.
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Un percorso che unisce mirabilmente il gusto del territorio alla profondità delle nostre radici. Un’esperienza imperdibile per capire che ogni calice alzato a Velletri racchiude, in fondo, i secoli di storia che ci hanno preceduto.




