- Grande partecipazione e interesse per l’incontro pubblico organizzato dalla Proloco di Marino, che ha visto protagonista il noto ricercatore e divulgatore scientifico Mario Tozzi, da anni impegnato nella sensibilizzazione sui temi ambientali e, in particolare, sulla tutela delle risorse idriche
a cura di EcolIstituto Reseda
Marino, [17/04/2026] – Geologo, primo ricercatore del CNR e volto noto della divulgazione scientifica italiana, Mario Tozzi è tra i più autorevoli esperti nel campo delle scienze della Terra, con una lunga carriera dedicata allo studio dei sistemi naturali, della sostenibilità ambientale e delle dinamiche geologiche e idrogeologiche.

Durante l’incontro, Tozzi oltre a parlare di antropocentrismo e di altri importanti temi ambientali ha ribadito con chiarezza la propria posizione sulla drammatica situazione dei laghi dei Castelli Romani, dichiarando: “Vorrei dire anche che è colpa mia, ma io abito a Roma e i consumi sono dovuti ai pozzi che avete ai Castelli Romani, ditelo ai vostri amministratori”.
Secondo il ricercatore, la causa dell’abbassamento del livello dei laghi Albano e di Nemi è “esclusivamente dovuta al consumo idrico dei paesi dei Castelli Romani”, escludendo quindi responsabilità dirette dei cambiamenti climatici o di altre cause. Una posizione condivisa e sostenuta dal Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani.
È infatti importante sottolineare come la collaborazione tra Mario Tozzi e il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani sia iniziata nel 2024, quando lo stesso Coordinamento ha ritenuto necessario coinvolgere una voce autorevole del mondo scientifico per contrastare le numerose fake news circolate negli anni sulle cause dell’abbassamento dei laghi.
Informazioni fuorvianti che, secondo gli attivisti, hanno contribuito a ritardare interventi concreti e a distogliere l’attenzione dalle reali responsabilità legate ai consumi idrici.
Il coinvolgimento del ricercatore rappresenta quindi una precisa iniziativa del Coordinamento, alla quale Tozzi ha aderito con convinzione e disponibilità, contribuendo con il proprio rigore scientifico a riportare il dibattito su basi oggettive.
Già in un articolo pubblicato su La Stampa il 14 agosto 2024, aveva lanciato un allarme preciso su indicazione del Coordinamento: i laghi Albano e di Nemi hanno perso circa sei metri di livello, pari a circa 50 milioni di metri cubi d’acqua. Un dato oggi ulteriormente peggiorato.
A confermare il quadro critico è intervenuto Roberto Salustri, portavoce del Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani: “Dal 2024 l’abbassamento è continuato e abbiamo superato i 7,5 metri per entrambi i laghi. Siamo vicini al collasso ecologico. Tra pochi anni i laghi potrebbero non essere più balneabili, con rischi legati alla batimetria e alla presenza di superfici subacquee instabili”.

Secondo il Coordinamento, basterebbero due azioni immediate: ridurre almeno del 30% i consumi idrici e imporre il consumo di suolo zero in un territorio già fortemente compromesso.
All’incontro ha partecipato anche una delegazione di Legambiente Appia Sud – Il Riccio APS. Il presidente Mirko Laurenti ha evidenziato come tra Ciampino, Marino, Albano Laziale e Ariccia si registrino livelli tra i più alti di consumo di suolo dei Castelli Romani:
“Ciampino ha già cementificato il 42% del territorio, mentre gli altri comuni superano il 25%. L’intera area, da Ciampino a Velletri, è un ecosistema sotto pressione da decenni, nonostante sia quasi interamente inclusa nel Parco Regionale dei Castelli Romani.
E la criticità crescerà ancora proprio grazie all’insensato progetto dell’inceneritore di Roma che graverà maggiormente proprio sull’area e sulle falde idriche dei Castelli Romani.”.
Un territorio di grande valore naturalistico, caratterizzato da boschi, aree umide e dai laghi vulcanici Albano e di Nemi, sempre più compromesso da urbanizzazione, impermeabilizzazione del suolo e sfruttamento eccessivo delle risorse idriche.
L’incontro si è concluso con un forte appello alle istituzioni locali affinché si adottino misure concrete e immediate per la salvaguardia dei laghi e dell’intero ecosistema dei Castelli Romani, prima che la situazione diventi irreversibile.




