- . La coppia era già indagata per la morte di un altro figlio, a Roma
- Gli agenti hanno trovato nell’appartamento un quantitativo di sostanze stupefacenti del valore compreso fra 60.000 e 70.000 euro
di Mario Dal Monte
Roma 13 aprile 2026 – Un neonato di appena quindici giorni è stato trovato in condizioni gravissime all’interno di un appartamento nel quadrante est di Roma, tra rifiuti, muffa e un ingente quantitativo di droga.
Il compagno della madre, un cittadino romeno di 49 anni, è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, mentre la donna, italiana di 31 anni, è stata denunciata.
Il piccolo è stato immediatamente affidato ai sanitari e trasferito in una struttura ospedaliera neonatologica.
La scoperta è avvenuta durante un controllo effettuato dagli agenti del Reparto N.A.E. (Nucleo Assistenza Emarginati) della Polizia Locale di Roma Capitale, su disposizione della Procura per i minorenni, che aveva segnalato una possibile situazione di grave pericolo per il bambino.
Secondo quanto emerso, il neonato sarebbe stato sottratto dalla madre alle cure ospedaliere subito dopo il parto, impedendo così ai medici di sottoporlo alle necessarie terapie post-natali. Gli agenti, dopo vari appostamenti, sono riusciti a localizzare la coppia in un appartamento nel IV Municipio della Capitale.
Una volta entrati nell’abitazione, i poliziotti si sono trovati davanti a una scena drammatica: il neonato dormiva completamente nudo su un materasso appoggiato direttamente su un pavimento sporco, in mezzo a rifiuti e muffe.
Nell’appartamento sono stati inoltre rinvenuti circa cinque chili tra marijuana e hashish, per un valore stimato tra i 60mila e i 70mila euro, pari a quasi ottomila dosi destinate presumibilmente allo spaccio.
Per il 49enne sono scattati gli arresti domiciliari, mentre la madre è stata denunciata all’autorità giudiziaria. Il bambino, fortunatamente ancora in vita, è stato preso in carico dai medici e sottoposto alle cure necessarie.
Sulla vicenda pesa inoltre un precedente inquietante: la stessa coppia era già finita sotto indagine per omicidio colposo in seguito alla morte di un altro figlio, avvenuta lo scorso anno pochi giorni dopo la nascita. In quel caso, secondo gli investigatori, il neonato sarebbe morto per una meningite fulminante e un’infezione polmonare provocata dall’ingestione di liquido amniotico, dopo un parto domestico avvenuto senza alcuna assistenza sanitaria.
Le indagini proseguono ora per chiarire ulteriormente le responsabilità della coppia e verificare se vi siano ulteriori elementi di rischio o eventuali omissioni pregresse. La vicenda ha suscitato forte indignazione e riporta al centro il tema della tutela dei minori in contesti familiari estremamente degradati.




