Nel Carcere di Velletri aveva infierito contro il suo compagno di cella uccidendolo a calci e pugni. Trasferito, per la pericolosità, al Carcere di Torino in un reparto psichiatrico, ma ha trovato il modo di appiccare un incendio
Velletri (Rm) – Lo scorso 19 giugno nel Carcere di Velletri Federico Brunetti, detenuto di 26 anni, aveva ucciso il suo compagno di cella. L’uomo da allora è stato trasferito presso il Carcere Lorusso e Cutugno di Torino, nel padiglione “Sestante”, un reparto di osservazione psichiatrica (la cosiddetta ‘sezione degli orrori’)

Proprio lì sabato 8 luglio il detenuto ha appiccato un fuoco all’interno della sua cella e ha poi tentato di strappare delle chiavi dalle mani di un agente arrivato sul posto per domare le fiamme. Il padiglione è stato subito evacuato e dopo un primo momento gli agenti sono riusciti a calmare il detenuto.
Un agente, nel resistere a Brunetti, si è procurato una distorsione al polso che gli è stato contorto dal detenuto. Dopo l’accaduto è stata fatta evacuare l’intera sezione, mentre l’esagitato si è asserragliato nella cella pretendendo un medico prima di uscire. Solo dopo un grande sforzo degli agenti di polizia penitenziaria è stata riportata la calma nella sezione.
“È giunta l’ora – commentano dall’Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria – che la Regione Piemonte individui urgentemente strutture idonee diverse dalle Rems dove allocare e curare i soggetti con problemi psichiatrici che, come più volte denunciato da noi, in carcere non devono stare. L’assessorato regionale alla sanità dovrà inviare all’interno del carcere gli specialisti per evitare il tour penitenziario cittadino dei detenuti presso le strutture esterne con grave pericolo per la sicurezza di tutti. Speriamo di essere ascoltati perché di incontri e chiacchiere ne abbiamo fatti e sentite già tanti e ad oggi nessun provvedimento concreto è stato assunto”.




