“Il Vulcano laziale. Le origini”, ha attirato molti professionisti, politici, tecnici e residenti

Il convegno ha rappresentato un importante momento di condivisione e divulgazione scientifica, mettendo in luce l’importanza della collaborazione tra istituzioni, accademici e appassionati nell’esplorare e comprendere il patrimonio geologico del territorio

di Redazione


Marino (Rm) – Il Palazzo Comunale di Marino (RM) (come avevamo annunciato) ha ospitato il convegno “Il Vulcano Laziale: le origini”, nel pomeriggio di venerdì 16 febbraio. Il partecipato evento, in una gremita aula consiliare, è stato organizzato dal Parco regionale dei Castelli Romani, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Lazio, con lo scopo di esplorare la genesi e le peculiarità del Vulcano Laziale, dal quale sono sorti i Colli Albani.

Il Parco dei Castelli Romani, infatti, fu istituito proprio “allo scopo di tutelare l’integrità delle caratteristiche naturali e culturali del vulcano laziale dei monti Albani, di valorizzarne le risorse ai fini di una razionale fruizione da parte dei cittadini e per contribuire al riequilibrio territoriale ed allo sviluppo sociale ed economico delle popolazioni interessate è istituito il parco regionale dei Castelli Romani (Legge regionale n. 2 del 13 gennaio 1984 “Istituzione del parco suburbano dei Castelli Romani”).

L’iniziativa, inserita nell’ambito delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario del Parco regionale dei Castelli Romani, ha attirato tanti appassionati, desiderosi di saperne di più sulla storia e le evoluzioni del territorio.

I saluti istituzionali sono stati affidati al sindaco di Marino, Stefano Cecchi, affiancato dalla vicesindaca Sabrina Minucci, cui è seguito l’intervento del commissario straordinario del Parco, avv. Ivan Boccali. A moderare gli interventi il presidente dell’Ordine dei Geologi, Simonetta Ceraudo, che ha dato il là ad un pomeriggio ricco di spunti, conoscenze e approfondimenti sulla storia e sull’evoluzione del Vulcano Laziale e dell’area dei Colli Albani. 

Gli interventi degli esperti convenuti hanno coperto un ampio spettro di argomenti. Tra gli illustri relatori, Sandro Conticelli dell’Università degli Studi di Firenze, Mario Gaeta dell’Università La Sapienza di Roma, Massimo Mattei e Massimo Ranaldi dell’Università di Roma Tre. Insieme hanno fornito un affascinante excursus sulla storia geologica del Vulcano Laziale, approfondendo la caratterizzazione mineralogica e geochimica delle rocce e del suolo dei Colli Albani, non mancando di analizzare i rischi associati alla presenza del vulcano stesso.

A questi si sono aggiunti gli interventi di Fawzi Doumaz, direttore del Museo delle Geoscienze di Rocca di Papa, del geofisico Antonio Menghini e della geologa del Parco dei Castelli Romani, Cinzia Barbante. Ognuno ha contribuito con la propria esperienza e competenza ad arricchire ulteriormente la comprensione collettiva del vulcano e dei suoi molteplici aspetti. Forzatamente assente il direttore del Parco dei Castelli Romani, dott. geol. Emanuela Angelone, che avrebbe dovuto moderare l’incontro ed impreziosirlo con la sua passione e competenza.

Nel suo intervento il commissario straordinario del Parco, avv. Ivan Boccali, ha evidenziato come l’ambiente sia “una sorta di demiurgo, che ci plasma, ci forma e ci dà un’identità. Un’identità che deve essere fortemente sentita da tutti ed è per questo che ci proponiamo di fare da collante a tutela dello sviluppo organico del territorio, nel pieno rispetto della biodiversità“.

La dott.ssa Cinzia Barbante, geologa del Parco dei Castelli Romani, ha concluso il convegno con un intervento dedicato al progetto Unesco del Geoparco Vulcano Laziale, cui l’Ente Parco lavora da tempo e per il quale si auspica una rapida e positiva conclusione, perché, come ha commentato Barbante entrare nell’Unesco Global Geoparks ci consentirebbe di compiere un ulteriore passo nella salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale del territorio“.

Il convegno tenutosi a Marino inaugura la stagione degli incontri di divulgazione e approfondimento che l’Ente Parco organizza per tutto il 2024: prossimo appuntamento ad Ariccia, con un convegno dedicato al tema dei beni culturali nel Parco, tutti i dettagli saranno presto comunicati sul sito internet, sulle pagine social e sul canale whatsapp dell’Ente Parco.

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