6 Novembre 2026

Lanuvio celebra la ‘Maza’, antichissima focaccia di farro, orzo, ceci e fave

Tre giorni di Festival dal 27 al 29 ottobre per la VI edizione della Sagra della Maza, nel borgo laziale di Lanuvio, con degustazioni, rievocazioni storiche e laboratori


Lanuvio (Rm) – Lanuvio celebra la ‘MAZA’ di farro, orzo, ceci e fave, un’antichissima focaccia, con tre giorni di Festival che si svolgerà nel bellissimo borgo castellano il 27, 28 e 29 ottobre. L’originale festeggiamento è esclusivamente dedicato all’antica focaccia, tipica di Lanuvio, che veniva donata al serpente di Giunone Sospita, andica divinità mitologica romana, il cui principale centro di culto era appunto il santuario dell’antica Lanuvium.

Sono previsti laboratori, rievocazioni storiche e degustazioni enogastronomiche con ottimo cibo e vino tipico dei Castelli Romani.

L’iniziativa ha voluto negli anni trasmettere il valore storico dell’antichissimo rito affinché si possa promuovere, con metodo efficace, la conoscenza della storia, dell’archeologia ma anche della gastronomia del territorio di Lanuvio.

La kermesse è patrocinata dal comune di Lanuvio, dal Museo Civico lanuvino, dal Ministero della Cultura e dall’associazione Chissà Dove.

Che cos’è la MAZA?

Il Festival mette in risalto la MAZA, l’antica focaccia lanuvina che veniva offerta al Serpente di Giunone Sospite. La Maza doveva essere in antichità un alimento d’accompagno di altro cibo, o anche una focaccia da consumare da sola. Gli ingredienti per l’impasto erano differenti a seconda dell’occasione di consumo: acqua, olio, miele, latte, farina di farro, orzo, ceci o fave. La MAZA è una focaccia salata, senza lievito che ben si abbina con olive condite, legumi e carni arrostite. Un’altra variante, prevede che sia dolce e venga usata nei banchetti.

Importanti testimonianze di autori antichi, tra cui Properzio ed Eliano, attestano che a Lanuvio si tenevano annualmente delle cerimonie in onore del serpente sacro a Giunone Sospita. Tali cerimonie consistevano in processioni di fanciulle vergini bendate che offrivano al serpente, all’interno di una grotta ubicata nel lucus sacro alla dea,  focacce di farro. Lanuvio ha compreso il valore storico dell’antico rito e ha voluto riproporlo e recuperarlo attraverso l’organizzazione di questo festival.

Giunone Sospita

Giunone Sospita (in latino Juno Sospita, ossia “propizia”) è stata una divinità della mitologia romana, particolarmente venerata nell’antica Lanuvium. Il 1º febbraio era considerato il suo dies natalis. Questa divinità nella statuaria e nelle coniazioni monetarie, viene solitamente rappresentata con una pelle di capra sul capo, una lancia in mano ed accompagnata da una serpe.

Un tempio le era dedicato presso il Foro Olitorio, costruito verso il 195 a.C. da Gaio Cornelio Cetego. Un altro santuario, molto celebre in tutto il Lazio antico, era stato edificato aLanuvio. Un’antefissa raffigurante la dea è stata rinvenuta ad Antemnae, all’interno della Roma moderna, dove si è ipotizzato un luogo di culto della divinità. Fra i personaggi più legati alla Sospita si ricorda Metella Balearica.

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