Quattro anni e sei mesi a testa per spaccio e tentata estorsione oltre all’ergastolo per il caso Willy
Velletri (Rm) – Marco e Gabriele Bianchi, i fratelli responsabili dell’omicidio del ventenne Willy Monteiro e condannati all’ergastolo per questo, sembravano avere, inoltre, un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, basata interamente su un linguaggio in codice per evitare di essere scoperti.
È stata la Cassazione a sottolineare questo importante particolare, condannando i due fratelli a quattro anni e sei mesi a testa per spaccio e detenzione.

Durante il processo per l’omicidio di Willy, Marco e Gabriele Bianchi sembra siano stati incastrati da alcune intercettazioni, dato che alcuni dei loro clienti, dopo essere stati interrogati dalla polizia, hanno rilasciato dichiarazioni definite “reticenti e timorose”.
Stando a quanto avvisa la Cassazione, la Corte di Appello di Roma nel verdetto dell’11 aprile 2022, ha confermato la responsabilità dei due imputati per l’accusa di spaccio e tentata estorsione, riducendo la pena precedentemente stabilita dal tribunale di Velletri (cinque anni e quattro mesi) a quattro anni e sei mesi.
Stando a quanto dichiarato dai supremi giudici, si è esclusa da subito la “lieve entità dei fatti”, data la continuità e professionalità dell’attività di spaccio, che risulterebbe essere confermata dalle considerevoli quantità di sostanze detenute dai Bianchi.
Il ricorso della difesa sembra essere stato, dunque, dichiarato “inammissibile” e inutile per evitare la condanna.
I fratelli Bianchi risultano essere, inoltre, condannati a versare la modica cifra di €3000 alla Cassa delle Ammende, vista la mancante motivazione per appellarsi dalla Suprema Corte.





