Grazie alle ricerche della Dottoressa Raffaella Biagi ed al ricordo ancora vivo del giovane carabiniere che con coraggio si oppose alla collaborazione con i tedeschi Lariano si è commossa durante la cerimonia

Lariano (Rm) -Domenica 28 maggio si è svolta la cerimonia di commemorazione dell’ufficiale Antonino Fleres, il Carabiniere di 19 anni che si rifiutò di collaborare con l’esercito occupante e poi fucilato dai tedeschi il 28 maggio 1944, dopo un’imboscata.
“…Quella sera, dopo un vano tentativo da parte dei tedeschi di interrogarlo, Fleres riuscì a fuggire per poter dare immediatamente l’allarme al comando della stazione dei carabinieri ed avvisare i cittadini di Lariano dell’incombente invasione nazista. Tuttavia, in serata, venne nuovamente catturato da una pattuglia tedesca. Dopo l’ennesimo rifiuto di rispondere agli interrogatori dei nazisti, venne falciato dai colpi di un fucile mitragliatore. Il giovane militare aveva appena 19 anni.”
La cerimonia si è svolta alle ore 10 presso piazza Martiri della Libertà in presenza dell’Amministrazione comunale, il Sindaco Francesco Montecuollo, gli Alti Ufficiali dei Carabinieri con il Comandante della stazione locale Giuseppe Palmieri e il Comandante della Polizia Locale Anthony Cantoni, inoltre i familiari del giovane caduto in nome dell’etica e della giustizia, a cui fu conferita nel 2007, la medaglia d’oro al valor civile.

Il momento ufficiale della commemorazione
Presente anche la Dottoressa Raffaella Biagi, autrice della biografia di Antonino Fleres, un lavoro di ricerca che ha permesso di ricostruire un pezzo di storia e di raccontare il gesto eroico del giovane carabiniere, grazie anche al lavoro del carabiniere Biagio Timpanaro.
Il Sindaco in particolare ha ricordato:
“Antonino Fleres fu ucciso perché non volle collaborare, non volle parlare con l’esercito occupante e perché mantenne l’onore della sua divisa e il rispetto del suo giuramento di fedeltà al popolo italiano, fino all’estremo sacrificio.

La storia di questo giovanissimo uomo la conosciamo tutti, quello su cui voglio soffermarmi è il suo spessore umano, ciò che l’ha reso così speciale.
Proveniva da un piccolo paesino del palermitano chiamato Borgetto, venne trasferito qui a Lariano dopo aver frequentato la scuola Allievi Carabinieri Reali a Roma e aver passato un breve periodo presso la stazione di Settebagni sempre a Roma.
Aveva 19 anni quando arrivò qui a Lariano, era quindi poco più che adolescente ma aveva in sé qualcosa di speciale.

La giovanissima età non gli ha impedito, infatti, di indossare la divisa con grande onore e con grande rispetto; la sua giovanissima età non gli ha impedito, soprattutto, di comprendere che l’umiliazione che il popolo italiano stava subendo a causa di scelte scellerate poteva essere sradicata soltanto con l’affermazione dell’orgoglio di essere italiano e di essere un Carabiniere, con l’altissimo compito di proteggere i cittadini e quel che restava della nostra Patria.
Ad Antonino Fleres è stato dato il posto che merita nella storia: nel 2007, infatti, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano gli ha conferito, alla memoria, la medaglia d’oro al Valor Civile.
Nel conferirgli tale riconoscimento, fu addotta la seguente motivazione: “In servizio presso la Stazione di Lariano, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, si metteva a disposizione di una pattuglia americana in qualità di guida. A seguito di un violento combattimento, veniva catturato dai soldati tedeschi e barbaramente fucilato per essersi rifiutato di fornire informazioni sulla posizione delle forze alleate. Preclaro esempio di amor patrio e spirito di servizio, spinti fino all’estremo sacrificio della vita”.
È la prima volta che ho l’onore di partecipare da Sindaco a questa cerimonia importante per la nostra città e ci tengo a dire questo: nonostante sia nato in Sicilia, Antonino Fleres è un figlio di Lariano, perché per Lariano e i Larianesi ha dato la propria vita.
Per l’onore della divisa che indossava, non ha piegato la testa e per l’avvenire dell’Italia ha sacrificato la propria gioventù e il proprio futuro.

Un sacrificio che nessuno di noi, sia chi è stato testimone, sia chi è arrivato dopo, ha mai dimenticato perché è impossibile da dimenticare per una comunità degna di questo nome.
Lariano gli renderà sempre omaggio, non solo perché è un dovere civile e morale ricordarlo ma soprattutto per l’eterna gratitudine che gli dobbiamo e perché, per tutti noi, è un esempio della massima espressione della dignità e del coraggio”





