18 Aprile 2026

‘Omaggio a Maria Callas’ in scena al Teatro Artemisio G. M. Volontè di Velletri

Il Soprano Roberta Polverini, ideatrice e protagonista dello spettacolo di domenica 7 aprile, ha incantato la platea proponendo alcune tra le più celebri arie italiane interpretate dalla Callas

di Lorenzo D’Auria

Velletri (Rm) – L’incanto sul pubblico che il Soprano Roberta Polverini ha suscitato nel pubblico ci ha felicemente spinti a chiederle una intervista per conoscerla meglio.

Ciao Roberta, come è nata l’idea dello spettacolo?

L’idea nasce nell’estate dell’anno scorso in occasione dei cento anni dalla nascita di Maria Callas, avvenuti il 2 Dicembre scorso. Avrei voluto si tenesse proprio il 2 Dicembre ma a causa di una serie di vicissitudini ciò non è stato possibile.

Le tue considerazioni su come lo spettacolo è andato?

Abbiamo avuto un pubblico calorosissimo e numeroso. Sto ancora ricevendo i complimenti da molti di coloro che sono venuti, non solo per il soprano ma anche per la struttura stessa dello spettacolo. Ciò mi rende molto felice in quanto ho scritto lo spettacolo da una biografia su Maria Callas.

Ho integrato molto materiale proveniente anche da film e documentari Rai, e gli attori sul palco hanno recitato molto bene dando quell’effetto che serviva. E’ forse la prima volta che a un mio spettacolo il pubblico era così coinvolto che nessuno ha fatto foto o riprese. Mi è stato raccontato che in platea si aveva come il timore di interrompere il flusso di emozioni che si andava generando sul palco.

Come ti è venuta l’idea di unire alla musica lirica la componente recitata?

Io volevo montare uno spettacolo, in quanto le arie d’opera sono sempre le stesse per la Callas come per la Tebaldi o per la Moffo, che potesse unire la musica con il percorso di vita della cantante, per raccontare la sua difficile esistenza con la sua arte. Basti pensare all’aria di Mimi e Rudolfo che rimanda alla sua travagliata storia d’amore con Onassis. Personaggio inscindibile dalla vita personale e artistica della Callas. Dopo la loro separazione è iniziato infatti il declino della voce. La sua storia sembra proprio un’opera lirica.

Per quanto riguarda i dialoghi ho riportato quelli delle traduzioni dei filmati Rai, in quanto ho apprezzato molto la scelta del lessico nell’adattamento.

Senza la parte recitata sarebbe stato soltanto un concerto. Non volevo in quanto avevo in mente di spiegare a tutti ciò che la Divina Callas è stata veramente. E ciò è riuscito. Inoltre, ho curato, in omaggio a Puccini, la colonna sonora di accompagnamento nella quale ci sono tutti brani scritti da lui.

Lo spettacolo è stato patrocinato dal Comune di Velletri, sei stata tu a proporlo?

Sì, sono stata io a febbraio, e subito ho ricevuto la disponibilità dell’Assessore Chiara Ercoli. Conoscendomi, anche dai video realizzati durante la Pandemia, ha condiviso l’idea e ha permesso la realizzazione, ovviamente con i necessari tempi tecnici.

Oltre al Concerto di ieri sera, c’è la tua vita e la tua carriera; ci vuoi raccontare qualcosa?

Cosa dire che già non si sappia? Sono tanti anni che canto, mi sono diplomata a Latina da giovane e da lì ho cercato di fare carriera nel mondo della lirica. All’inizio non è andata secondo le mie aspettative, ho anche smesso per un periodo. Sono andata a Glasgow dove sono stata assunta nel Coro Nazionale Scozzese. Tornata in Italia, messa su famiglia, ho ricominciato a lavorare prima a Roma e adesso a scuola come insegnante.

Vista la grande tradizione lirica di Velletri e la sorprendente affluenza di spettatori di ieri sera, sarebbe bello riproporre una stagione lirica come in passato, non trovi?

Anche io mi sono stupita dell’affluenza, ieri come qualche anno fa quando abbiamo messo in scena la Traviata. Il problema che la musica lirica costa tanto e senza finanziamenti è difficile un rientro economico. Riconosco il coraggioso passo che l’Assessorato alla Cultura ha compiuto finanziando lo spettacolo, il suo investimento è stato ben ripagato in cultura.

Da parte mia cerco di portare i miei alunni ad ascoltare lirica, è registro sempre un grande entusiasmo da parte loro. Vorrei che fossero coinvolti anche in laboratori che li portino a cantare in prima persona. Visto che nel dicembre 2023 l’Opera Lirica è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’Umanità Unesco penso che insegnarla ai nostri ragazzi sia il primo passo per preservarla.

Stai pensando di portare lo spettacolo anche in altri teatri?

Il giorno dopo lo spettacolo è troppo presto per dirlo. Ho ricevuto delle richieste e sto pensando come riproporlo. Quest’anno ricorre l’anno pucciniano quindi sto pensando se riproporre una struttura simile.

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