Anche per l’edizione del 2023 il Premio Borgia, ora a cadenza annuale, è destinato a sostenere la campagna di scavo nel Fayyum in favore di un giovane ricercatore
Velletri (Rm) – La formula adottata, già da alcuni anni, per concentrare l’impegno del CISB (Centro Int.le di Studi Borgiani) è un progetto che abbia una continuità scientifica, sotto l’egida di un team internazionale, e considerata pure la difficoltà a organizzare eventi con la partecipazione del pubblico, negli ultimi anni.

Quindi, percorrendo a ritroso, la via che portava a Velletri i celebri “monumenti” egizi del Museo Borgiano, l’équipe torna in questi giorni nell’area di Dime es-Seba (Fayyum, Egitto), dove dal 2004 ricercatori dell’Ateneo di Lecce dedicano un mese all’anno allo scavo dell’antica Soknopaiou Nesos, a nord del Lago Qarun.
Iniziata sotto la guida di Mario Capasso, presidente onorario del CISB, la missione è ora guidata da Paola Davoli, docente di Egittologia a UniSalento e vede anche la partecipazione dell’archeologa veliterna Roberta Petrilli.
L’insediamento, in pieno deserto, è raggiungibile solo su piste con mezzi fuoristrada e, proprio per la difficoltà di accesso, si è conservato meglio di ogni altro sito, consentendo scoperte di grande valore papirologico e archeologico.





