Processo Lavinia Montebove, ennesimo rinvio: la giudice rinuncia e passa la palla ad altro giudice

Oggi lunedì 2 ottobre al Tribunale di Velletri si è tornati in aula


Velletri (Rm) – Il processo di oggi si sarebbe dovuto discutere sulla richiesta di messa alla prova dell’imputata Rocca, avanzata dalla difesa nel corso dell’udienza che ha preceduto la pausa estiva.

La giudice Panzironi, durante l’udienza di oggi, ha espresso la sua volontà di astenersi dalla valutazione della messa alla prova ed ha avanzato la richiesta della presa in carico di tale valutazione da parte di un altro magistrato.

Tale richiesta dovrà essere approvata dal Presidente del Tribunale, il cui provvedimento verrà letto nella prossima udienza, che si terrà lunedì 16 ottobre alle ore 15:00.

Come precisato dalla stessa giudice, nel caso in cui l’istanza da lei presentata dovesse essere rifiutata, il 23 ottobre verranno sciolte le riserve sulla messa alla prova dell’imputata. La giudice ha inoltre spiegato che, essendosi più volte espressa sull’aspetto risarcitorio nel corso del processo, non può ritenersi imparziale riguardo a tale valutazione. In aula l’avvocato Cristina Spagnolo ha chiesto che venga presa una posizione sugli aspetti pregiudiziali legati alla messa alla prova.

L’avvocato della difesa Cristina Spagnolo rilascia le dichiarazioni alla stampa al termine dell’udienza

La stessa legale, a fine dell’udienza ha affermato: “Noi abbiamo cercato di sollecitare una decisione pregiudiziale rispetto all’ammissibilità della messa alla prova in questa fase del processo e rispetto a quella che è la giurisprudenza maggioritaria dal 2015 al 2023 in ordine all’impossibilità dell’accesso a una messa alla prova parziale. Abbiamo due imputazioni a carico della maestra, una per lesioni colpose gravissime a danno a Lavinia e l’altra per la questione dell’abbandono di minore, relativo ai bambini lasciati all’interno dell’asilo successivamente all’incidente. La giurisprudenza a mio avviso ha assunto una posizione abbastanza rigida nel negare la possibilità di una messa alla prova parziale. Noi chiedevamo che si prendesse posizione proprio in riferimento all’inammissibilità della messa alla prova parziale e all’inammissibilità della messa alla prova in questa fase del processo nella quale si è già svolta la maggior parte dell’istruttoria. Il giudice ha però ritenuto che potesse esserci un pregiudizio alle sue valutazioni in relazione al fatto che lei ha compiuto una gran parte dell’istruttoria e perciò ha richiesto di essere sollevata da questa decisione. Il processo andrà avanti in relazione alla posizione dell’imputata Colonnelli per quanto riguarda l’investimento di Lavinia e in relazione all’accusa di abbandono di minore che pende sull’imputata Rocca. Quanto a quello che secondo me è l’aspetto più importante di questo processo, dovremo aspettare la decisione del Presidente del Tribunale che valuterà se esistono le ragioni di astensione che ha paventato il giudice e che umanamente comprendo.

Da tale decisione sapremo se dovremo trattare tutte le posizioni contemporaneamente o se ci sarà un altro giudice che prenderà questa decisione al posto della dottoressa Panzironi. Per quanto riguarda i tempi sottolineo che i termini di prescrizione sono sospesi dal momento in cui viene proposta l’istanza di ammissione della messa alla prova. Per quanto riguarda tutte le altre vicende collaterali alle lesioni gravissime procurate a Lavinia il processo andrà avanti”.

Durante l’udienza la difesa sembra aver proposto per l’imputata Rocca anche la presa in carico dell’assistenza di Lavinia.

Su tale questione l’avvocato della famiglia Montebove, Cristina Spagnolo ha spiegato: “Quando viene proposta l’istanza di messa alla prova viene elaborato da parte del UEPE un programma di trattamento che deve prevedere delle azioni da parte dell’imputata volte a rimuovere gli effetti dannosi e pericolosi derivanti dal reato nonché le questioni risarcitorie. Fondamentale sembrerebbe che la maestra Rocca abbia dato la sua disponibilità a prestare personalmente assistenza a Lavinia.

Noi abbiamo più volte sottolineato come l’assistenza a Lavinia sia attualmente carente ma va anche precisato che l’assistenza di cui Lavinia necessita deve essere altamente qualificata, dal punto di vista sanitario e infermieristico. Mi permetto di dire che assistiamo dall’inizio del processo a delle condotte da parte della maestra Rocca che vogliono arrivare a non assumersi le responsabilità per quanto accaduto a Lavinia”.

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