- Arrestato un 30enne. Escalation quotidiana di episodi: servono decisioni drastiche
- La spirale che si stringe: violenze quotidiane, minori nel mirino e un territorio che chiede soluzioni
di Milo De Filippis
Velletri 5 settembre 2026 – Due quindicenni aggrediti nel giro di pochi minuti: il simbolo di un territorio vulnerabile
Via Paolina, piazza Garibaldi, Corso della Repubblica: tre luoghi centrali, tre luoghi simbolo della vita quotidiana di Velletri.
È lì che, nel giro di pochi minuti, un uomo ha aggredito due ragazzi di appena quindici anni, strappando una collanina, brandendo frammenti di vetro, tentando di sottrarre denaro e telefoni.
Non è solo la gravità dei fatti a colpire: è la normalità dell’orario, il cuore della città, la giovanissima età delle vittime. È la sensazione che chiunque, in qualunque momento, possa trovarsi nel posto sbagliato.
Da mesi Velletri registra un crescendo di episodi che non possono più essere considerati “fatti isolati”.
Ogni giorno — e non è un’esagerazione — si verificano:
- aggressioni improvvise, minacce con armi improprie, furti e rapine lampo, vandalismi, risse tra gruppi che stazionano nelle piazze, episodi che coinvolgono minorenni, sia come vittime sia come soggetti vulnerabili.
Il centro storico, un tempo luogo di incontro e passeggio, si sta trasformando in un territorio di tensione permanente, dove la percezione di insicurezza cresce più velocemente delle risposte istituzionali.
Il fatto che le vittime siano due quindicenni non è un dettaglio, è un segnale preoccupante. È un campanello d’allarme che suona da tempo.
Negli ultimi mesi, altri episodi hanno coinvolto ragazzi giovanissimi: minacce, estorsioni, violenze legate a dinamiche di strada o a piccoli circuiti di spaccio.
Quando la criminalità — anche quella minuta, disordinata, impulsiva — inizia a colpire sistematicamente i minori, significa che il territorio ha perso una parte della sua capacità di protezione sociale.
Le forze dell’ordine intervengono, ma non basta. La rapidità con cui la Volante di Albano ha individuato e fermato l’aggressore dei due minorenni dimostra professionalità e presenza.
Ma la domanda che molti cittadini si pongono è un’altra: perché episodi così gravi continuano ad accadere ogni giorno?
La risposta è complessa, ma una cosa è chiara: la pressione sul territorio è superiore alle risorse disponibili. Le pattuglie intervengono, ma non possono essere ovunque. Le segnalazioni aumentano, ma non sempre trovano risposta immediata. La microcriminalità si muove veloce, sfruttando ogni zona d’ombra.
Il centro può diventare una zona franca: una percezione che va spezzata. Le aree più colpite sono sempre le stesse:
- via Paolina, piazza Garibaldi, Corso della Repubblica, le zone vicine alla stazione, le piazze dove gruppi stazionano fino a tarda sera.
Sono luoghi che dovrebbero rappresentare la quotidianità, la socialità, la vita civile. Oggi, invece, sono percepiti come zone franche, dove la microcriminalità si muove con una libertà che i cittadini non dovrebbero mai vedere.
La città non può più permettersi risposte lente, parziali o episodiche. Serve una strategia chiara, immediata e coordinata. Serve un cambio di passo che non sia solo annunciato, ma visibile.
Le misure che molti cittadini invocano non sono più “proposte”: sono necessità.
- Presidi fissi nelle aree più critiche, non solo pattuglie in transito.
- Potenziamento delle unità operative, anche con supporto straordinario.
- Videosorveglianza capillare, funzionante e monitorata.
- Interventi sociali mirati, perché la prevenzione non è un lusso ma una parte essenziale della sicurezza.
- Collaborazione strutturata tra Comune, scuole, associazioni, forze dell’ordine.
- Piani di controllo del territorio continuativi, non emergenziali.
Una comunità che non vuole abituarsi alla paura: questo infatti è il rischio più grande. È la normalizzazione della paura. È la sensazione che “tanto succede sempre”, che “non si può fare nulla”, che “la città è cambiata e basta”.
Velletri non può permettersi questa deriva. La comunità ha dimostrato più volte di essere forte, attiva, presente. Ma oggi chiede una cosa semplice e fondamentale: sicurezza reale, non percepita.
E la sicurezza reale nasce solo da decisioni drastiche, coordinate e immediate.




