Velletri,il Sindaco nel giorno della Memoria, ricorda con emozione la triste vicenda subita da ebrei e non solo

Commemorazione nei Giardini Lord Robert e Lady Olave Baden Powell dov’è situata la stele in ricordo delle vittime della Shoah

di Orlando Pocci

“Non accada di nuovo”


Il monito di Primo Levi, che ha guidato la formazione della mia generazione, resta ancora attuale come dimostrano la ripresa dei nazionalismi e degli egoismi oggi amplificati dalla guerra in corso in Europa che confermano come quella tragedia immane sia ancora presente.

Orlando Pocci, sindaco

Abbiamo il dovere di conoscere e proiettare nel futuro il ricordo autentico di ciò che è veramente accaduto fino al 27 gennaio 1945 quando il campo di Auschwitz venne liberato dalle truppe dell’esercito Sovietico che, purtroppo, oggi è sua volta invasore e pratica azioni odiose. Elemento di riflessione ulteriore in questa giornata.

La Memoria è impegno civile e nessuno si chiami fuori: dalle istituzioni alla scuola.

Spesso ci chiediamo come sia stato possibile? dove fossero le persone che assistevano ai rastrellamenti? quale consapevolezza avessero? cosa facevano per impedirlo?

La responsabilità della politica resta fortemente indiziata perché ancora oggi non si riescono a eliminare quei germi di antisemitismo e negazionismo che si annidano nelle aree estreme coltivate dall’ ignoranza e dalla paura che proliferano sui social generando mostri.

Forme diverse dall’Olocausto, altrettanto odiose, che vanno contrastate all’origine, anche al solo ascoltare una “battuta” contro gli ebrei, o contro qualsiasi minoranza o diversità, qualunque sia la circostanza, qualunque sia la matrice.

Una battaglia culturale che non dobbiamo mai stancarci di combattere anche andando contro corrente e riconoscere l’attualità della Shoah oltre alla circostanza formale della celebrazione di oggi.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 11 persone, persone in piedi, albero e attività all'aperto

Le stesse domande però ce le possiamo porre con l’attualità dei nostri tempi e forse la risposta non è tanto lontana da noi stessi! Basterebbe domandarci cosa abbiamo fatto per evitare il genocidio in Ruanda? o qual è stato il nostro impegno per contrastare la pulizia etnica in Bosnia? per non dire dei campi di detenzione in Libia o i campi di lavori in paesi dalle economie avanzate. E cosa stiamo facendo realmente per ricercare la pace nel conflitto in corso?

Ecco perché il monito di Primo Levi è di straziante attualità!

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