Opera Pia Berardi, la centenaria Casa di Riposo di Velletri a fine mese chiude

Fortemente preoccupati i familiari dei circa 25 ospiti che dimorano nella storica Casa di riposo Opera Pia G. e F. Berardi in via Fontana delle Fosse, 27 Velletri (Rm) – Agli ospiti ed ai loro familiari lo scorso sabato 17 in un incontro fissato presso la struttura è stata data…

Fortemente preoccupati i familiari dei circa 25 ospiti che dimorano nella storica Casa di riposo Opera Pia G. e F. Berardi in via Fontana delle Fosse, 27


Velletri (Rm) – Agli ospiti ed ai loro familiari lo scorso sabato 17 in un incontro fissato presso la struttura è stata data comunicazione che entro il 30 giugno prossimo la Casa di riposo cesserà l’attività per essere eventualmente ristrutturata.

Un fulmine a ciel sereno che ha colto di sorpresa tutti, anche se la notizia era già nell’aria, vista l’informativa della ASL nel non far continuare l’esercizio a sostegno degli anziani presenti nella casa di riposo. “E ora che succede ai nostri cari?”, si son chiesti i parenti e ancora “chi non ha la possibilità di pagare una onerosa retta mensile in una struttura privata dove verrà ospitato?”.

Interrogativi legittimi che al momento non hanno risposte. Ancora oggi la centenaria Fondazione Opera Pia Berardi è un vanto della nostra città, visto che eroga importanti “servizi di tipo socio assistenziale alle persone che non possono risiedere presso il proprio domicilio o presso le proprie famiglie”.

La qualità del servizio assistenziale è alta, ci dicono, visto che vi operano suore infermiere qualificate, supportate da personale civile.  La Casa di riposo ha un consiglio di amministrazione che fa capo al vescovo della Diocesi, mons. Stefano Russo con 3 rappresentanti, mentre il Comune di Velletri ne ha 2. Quindi si desume che sono loro, il vescovo insieme all’amministrazione cittadina, a dover intervenire affinché queste persone con il trasferimento non subiscano sofferenze maggiori, oltre a quelle che la vita gli ha riservato.

A quanto dato sapere si dice che gli ospiti autosufficienti saranno gestiti dai rispettivi familiari i quali provvederanno a trasferirli in case di riposo private, con oneri di gestione che lasciamo immaginare, mentre quelli non autosufficienti verranno ricollocati in strutture scelte da chi, per ora, non si sa. Una situazione paradossale che sicuramente avrà tempi biblici per la sua soluzione.

                                                                         

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