Padre Gino Picca , veliterno missionario gesuita in Cina, lascia orfana la sua parrocchia a Taiwan

Dopo appena due mesi dall’ultima visita a Velletri, tornato tra i suoi fedeli è venuto a mancare, a 84 anni lasciando un ricordo ‘gioioso’ della sua personalità ed un’impronta indelebile della sua fede

a cura di Alessandro Filippi


Velletri (Rm) – Nella sua missione di Taiwan si è spento Padre Gino Picca della Compagnia di Gesù. Padre Gino era nato a Velletri nel 1939; dopo gli studi elementari era entrato nel seminario minore di Velletri ai tempi del rettore Mons. Giuseppe Marafini. Mentre era al Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, inizia a manifestarsi in lui il desiderio di intraprendere la vita missionaria.

Condivide questa sua volontà con i superiori del Leoniano e con il padre spirituale dai quali riceve solo parole di incoraggiamento.  Ma il Vescovo Ausiliare Mons. Primo Gasbarri gli pone davanti il primo ostacolo, manifestandosi contrario alla sua partenza, perché in diocesi c’era bisogno di preti.

Tanto era forte il suo desiderio di partire missionario che lo spinge ad andare a Roma dal Cardinale Vescovo Clemente Micara che dopo averlo ascoltato attentamente benignamente gli concede il permesso dicendo: “Se questa è la volontà di Dio vai. Ti benedico”.

Il giovane chierico, lascia così il Collegio Leoniano ed entra come novizio nella Compagnia di Gesù; durante il naturale percorso iniziano a manifestarsi in lui dei seri dubbi, alimentati anche da alcuni sacerdoti di Velletri sul fatto che poi effettivamente i superiori lo avessero mandato in missione.  Nel 1963 emette i voti semplici della Cappella dei Nobili al Gesù a Roma.

Nello stesso anno il Vescovo Ausiliare Mons. Primo Gasbarri gli conferisce gli ordini minori nella Chiesa di Santa Maria in Trivio a Velletri. Finalmente il 9 Gennaio del 1964 realizza il suo sogno partendo, dopo aver salutato i genitori, missionario in Cina. Arriva a Taiwan il 16 Settembre dello stesso anno, rischiando la vita facendo scalo in Vietnam in piena guerra.

Il 28 Giugno del 1969 viene ordinato sacerdote a Taipei.  Da allora ha sempre svolto il suo ministero tra quella che considerava la sua gente, la sua famiglia. Tornava a Velletri ogni due anni per trascorrere un breve periodo di riposo in famiglia. L’ultima volta lo scorso Novembre, quando ebbi il piacere di incontralo a San Clemente insieme a Mons. Mauro De Gregoris, fu l’occasione per farlo parlare.

Padre Gino si è raccontato a 365 gradi, lasciando una testimonianza che con il senno del poi, oggi è storia. La storia di una vita sacerdotale dedicata ai più poveri portando come ha detto lui stesso la parola di Dio in luoghi dove non è conosciuta.

Padre Gino Picca, da più di 50 anni parroco della Sacra Famiglia, la più grande chiesa di riferimento per la comunità di Taipei, ha avuto molta attenzione alla ‘famiglia’ e così si esprimeva: “La parrocchia è molto accogliente e accompagna i separati. I vescovi fanno quello che possono fare per aiutare la famiglia e propongono vie di missione percorribili da chi è sposato”.

Secondo Padre Gino il discorso della ‘famiglia’ poteva essere allargato all’intera chiesa di Taiwan: “L’arcivescovo John Hung Shan-chuan, che è anche presidente della Conferenza episcopale, si preoccupa molto delle famiglie. Tutto il lavoro pastorale nell’ultimo decennio lo dimostra”.

“A volte – ripeteva spesso padre Gino – ci si trova un po’ confusi quando si mettono in discussione dei punti fermi della società come la famiglia. Ma per noi è consolante vedere che ogni fine settimana ci sono più di 1.200 persone che partecipano regolarmente alle messe celebrate in parrocchia. Non solo c’è una partecipazione assidua, ma la comunità è in crescita costante: ogni anno per esempio a Pasqua, solo contando la nostra parrocchia ci sono tra i 60 e i 70 adulti che chiedono di essere battezzati. Alcuni si battezzano insieme al coniuge, altri col fidanzato, altri da soli e poi arricchiscono la vita del partner”.

Padre Picca ha sottolineato sempre: “la cosa più importante, abbiamo capito, è imparare ad ascoltare e a dialogare. Imparare a essere una famiglia che desidera parlare e comunicare al suo interno. Ci sembra che i vescovi e papa Francesco vogliano ricordarci proprio questo”. (le frasi riportate sono state pronunciate da Padre Gino Picca durante il Sinodo Straordinario sulla famiglia celebrato a Taiwan: la famiglia di Taiwan “divenga un luogo di ascolto e di amore“- ndr).

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